ROCCO SABATELLA

Spagna, Germania e Gran Bretagna sono le uniche nazioni ad avere quattro squadre nella edizione 2016-2017 della Champions League che comincia oggi per concludersi a maggio del prossimo anno nel MilleniumStadium di Cardiff. Solo 2 formazioni presenta invece l’Italia che ha perso per strada la Roma eliminata nei play off dal Porto. Grande attesa soprattutto per i tifosi bianconeri che, dopo la faraonica campagna acquisti condotta dalla dirigenza, sognano ad occhi aperti e si augurano che questa sia l’edizione buona per vedere la propria squadra trionfare nella massimacompetizione continentale per club. Con fiducia alla Champions guarda anche il rinnovato Napoli di Sarri che si appresta ad esordire in trasferta sul campo della Dinamo Kiev. Non è andata troppo male alle due italiane il sorteggio dei rispettivi gironi. Non dovrebbe avere problemi la Juventus non solo a superare il turno, ma anche a conquistare il primo posto del girone. Il che significherebbe evitare negli ottavi di finale tutte le migliori del lotto Champions. Ma anche il Napoli ha buone chances di ambire al passaggio agli ottavi perché il suo girone è abbastanza equilibrato e le insidie per gli azzurri potrebbero venire solo da fattori ambientali nelle trasferte di questa sera a Kiev e poi a Istanbul contro il Besiktas. Dato per scontato che la quarta squadra del girone, il Benfica, vanta una maggiore esperienza di questa competizione e si fa preferire, anche se di poco, nei pronostici della vigilia, per il Napoli è molto importante superare senza eccessivi danni il match di esordio contro la Dinamo Kiev. Perché avrebbe l’effetto di aumentare l’autostima, la fiducia nelle proprie possibilità e la convinzione di poter poi sfruttare il fattore San Paolo nel ritorno. Ma certo non sarà una serata di tranquillità degli uomini di Sarri visto che gli ucraini hanno buona dimestichezza ad imporre il proprio gioco e specularmente hanno la stessa idea di gioco del Napoli. Ma l’undici che scenderà in campo ha la necessaria tranquillità ed armi tecniche che possono sicuramente mettere in allarme la Dinamo Kiev. L’importante è non farsi assolutamente schiacciare nella propria metà campo e non lasciare l’iniziativa agli avversari: perché i vari Allan, Hamsik e Jorginho hanno la personalità giusta e le capacità tecniche per portare con successo tanti palloni nella metà campo avversaria. Come si diceva prima, sulla sponda bianconera non si fa mistero di pensare che questo possa essere l’occasione giusta per il grande colpo a distanza di 10 anni dall’ultima Champions alzata al cielo a Roma da Vialli. E per il secondo anno consecutivo sulla strada della Juve si trovano gli spagnoli del Siviglia che inflissero l’anno scorso alla Juve una sconfitta che si rivelò letale perché con il secondo posto i bianconeri incapparono nel Bayern Monaco che ebbe la meglio negli ottavi. E proprio le due gare con i tedeschi di qualche mese fa sono state il volano che ha convinto Agnelli, Marotta e Paratici a spendere un bel po’ di soldi per dare l’assalto alla Coppa delle grandi orecchie arruolando elementi che questa coppa la conoscono davvero come le loro tasche.  E il potenziale bianconero è davvero senza limiti se prendiamo a riferimento la prima mezzora di gioco con il Sassuolo nel quale si sono ammirate tutte le qualità essenziali di una squadra di calcio: il gioco corale, la classe infinita dei suoi interpreti, la grande intensità in ogni zona del campo e la fluidità della manovra. Certo qualche difetto non rilevante è anche emerso: come la eccessiva leziosità che ha contraddistinto alcune giocate e che in Europa non è consentita e l’esigenza, con il lavoro quotidiano, di trovare equilibrio giusto tra tutti i reparti. Il Siviglia non è avversario malleabile perché si tratta sempre di una squadra che ha vinto le ultime tre edizioni dell’Europa League e va affrontato con il giusto approccio. Ma per gli spagnoli sarà davvero dura tenere a bada le tante bocche di fuoco di cui dispone Allegri per cui ripetere 30 minuti di gioco  come sabato scorso non lascerebbe scampo al Siviglia. Non cambia per niente la pole position delle migliori: davanti a tutti i campioni uscenti del Real Madrid, gli eterni avversari del Barcellona e il Bayern targato Ancellotti alle quali bisogna aggiungere la Juventus che ha annullato del tutto il divario tecnico esistente fino all’anno scorso. Con tutta una serie di aspiranti al titolo che va dal PSG, al Manchester City di Guardiola, all’Atletico Madrid, Arsenal e Borussia Dortmund.