Sono poco sintonizzato con una opposizione regionale che gioca al tanto peggio tanto meglio. E’ il segno del decadimento della politica, che non puntella la frana e aspetta che lo smottamento porti a valle insieme ai detriti anche l’occasione per rifarsi. E’ la riprova di quanto si sia immiserita la delega di rappresentanza che il popolo conferisce ad un eletto. Lasciamo stare che alcuni hanno avuto il voto rispetto ad una idea che professavano e ad una tessera che brandivano e si sono portati tessera ed idea a spasso per Roma, cercando una nuova casa, peraltro precaria e senza luce, che non sia quella che dà sul cortile interno di destra. E lasciamo stare che chi doveva simbolicamente rappresentare l’unità di quelle forze di opposizione, a mala pena riesce a rappresentare se stesso. Ma nella opposizione ci sono ancora partiti e persone che hanno conoscenza dei problemi, hanno contezza dei processi di sviluppo, hanno portato avanti comunque una politica di sviluppo che ha dato risultati positivi e riconosciuti dalle forze in campo. Sappiamo che non è su questo terreno del fare che ci hanno rimesso la pelle, ma su quello, scivoloso e illusorio della discrezionalità confinante col clientelismo, dell’arroganza confinante con il cinismo, della convenienza partitica o personale confinante con l’arbitrio. Per queste persone è illusorio pensare che standosene in silenzio le cose possano cambiare e che si arrivi a dire si stava meglio quando si stava peggio. E’ più sicuro un percorso di riscatto basato sul contributo che uno può dare, per la propria esperienza, per i risultati raggiunti e per la capacità di guardare avanti. Un partito che voglia fare inversione ad u , dovrebbe lavorare tutti i giorni per dare soluzioni logiche, suggerimenti e proposte che chi governa può accettare o meno, ma che la gente è in grado comunque di valutare per la loro consistenza e per la loro serietà. Partendo magari da una stesura di un programma alternativo di una legislatura, con un quadro di proposte sulle infrastrutture, sulle dinamiche settoriali, sul funzionamento della amministrazione. Pensare di campare di rendita sugli sbagli , non rimette al centro del quadrato atleti sconfitti, se questi non tornano ad allenarsi per dimostrare che, al di là degli sbagli fatti, sono capaci di risalire la china col sudore, il sacrificio e una nuova mentalità che sia più vicina all’etica di una politica per le comunità, come capacità di dare agli altri e non solo di pensare a se stessi. Più in generale , si vede un Pd , che pure dovrebbe essere il punto di riferimento di uno schieramento di opposizione, immobile come una statua di sale, forse preoccupato che, ricominciando a sudare, si possa sciogliere nell’inconsistenza. La partita la si può vincere o perdere,ma bisogna giocarsela. Rocco Rosa
CHI GIOCA AL “TANTO PEGGIO TANTO MEGLIO” NON HA FUTURO
