Ne avevo letto, sui libri di scuola. E sempre mi ero chiesta come fosse stato possibile. Nei capitoli dedicati alla avanzata del regime fascista in Italia, mi ero sempre chiesta come fosse stato possibile che masse così imponenti di cittadini avessero manifestato consenso ad un regime che da subito, senza possibilità di equivoci, si dichiarava antidemocratico, anti libertario, e ad un certo punto anche xenofobo e razzista.
Oggi, con mio enorme sconcerto e anche un bel po’ di timore non più tanto irrazionale, temo di saperlo. Leggo oggi, nel 2018, di persone che condividono convintamente sui social falsi crudeli e clamorosi, pur di negare la realtà dei fatti di un governo che sta scivolando senza alcun freno verso il fascismo. Lo dico e lo ripeto: il fascismo. Che sta facendo proseliti fra gente ormai non più capace di ragionare con la propria testa. Che non si rende conto che se oggi il nemico è il migrante, domani potrà essere il disabile, o il vecchio, o chi non ha un lavoro, o chi è troppo magro o troppo grasso, o chi è buddista o non va in chiesa tutte le domeniche. Gente che nella mia città si proclama leghista, dimenticando di colpo 20 anni di offese verso i meridionali, solo nella speranza che l’area politica sia abbastanza vuota da poter arrivare a uno strapuntino, una sediolina, un posticino in Consiglio regionale o comunale.
E allora, quando ho letto la notizia che nella mia città si sarebbe svolto un convegno di Forza Nuova, alla presenza del segretario nazionale (andate a leggervi la biografia, giusto per capire di che bel personaggio stiamo parlando, e tenete conto che non ho potuto usare Wikipedia perchè la pagina è stata “oscurata e bloccata in attesa che si determini una controversia legale“), io ho deciso che dovevo esserci. In piazza, a manifestare il mio dissenso. Perché di colpo ho capito che è così, probabilmente, che è andata negli anni ’20 in Italia: facciamolo fare, che vuoi che sia, è solo un gruppetto, ma sì, che i vadano gli altri in piazza, io ho da badare ai fatti miei, e così via.
E invece, fino a che ci verrà consentito, io voglio presidiare la legalità. Voglio pagare le tasse fino all’ultimo centesimo, voglio fare la fila per una analisi in Ospedale, voglio essere punita se infrango la legge, fosse pure una multa per un grattino scaduto. E voglio esserci a fischiare chi entra in un teatro ostentando braccia tese, in una consorteria politica che è SICURAMENTE anticostituzionale. Fino che mi sarà consentito, voglio manifestare contro il fascismo. Anche se il tempo era bello, ieri, era domenica e potevamo piuttosto andare al mare. Perché domani, quando non dovesse essere più possibile farlo, io voglio guardarmi allo specchio e sapere di aver fatto tutto il possibile. Di esserci stata, quando serviva, e anche se non serviva.
Non l’ho fatto a cuore leggero: a dirla tutta, ero inquieta e avevo perfino un po’ paura. Non sapevo che genere di presidio sarebbe stato, e prima di arrivare, lo confesso, ho temuto lo scontro fisico, come accadeva negli anni ’70, o di essere schedata dalla Polizia, o altro. Ma DOVEVO esserci. Perché chi non dissente, coi fatti e non con le parole su un social network. è complice. E io, complice dei fascisti non lo sarò mai.
