La installazione di locali prefabbricati lungo il fiume Basento è una operazione frettolosa e che risponde solo alla logica di chi mette un piede prima degli altri per eventuali attività a regime. Non c’è niente altro che possa giustificare la decisione di fare un avviso pubblico in un parco che è ben lungi dall’essere completato, se completamento significa fruizione dell’”ambiente parco “ e non solo dei servizi che possono esservi installati. E’ giusto pulire i due versanti, creare ciclovie, ponti pedonali, ma il tutto funziona se contemporaneamente alla sistemazione delle rive fluviali ci sia un’attenzione al fiume, al suo habitat, alla sua salubrità, altrimenti è come organizzare una festa intorno ad una piscina sporca e piena di zanzare. Il fiume Basento è un fiume malato, che ancora riceve gli inquinamenti pregressi della zona industriale di Tito e dove ancora insistono scarichi non censiti. Si sta facendo qualcosa in questa direzione? No. Per il semplice fatto che non sono ancora partiti i lavori di caratterizzazione del sito ex Liquichimica i cui danni sono ancora più ingenti di quanto a prima vista si fosse capito, per la contaminazione delle falde e lo sversamento di inquinanti nel fiume. E non è un caso che tutta l’area della Liquichimica sia stata dichiarata Area Sin da Bonificare. Ora un conto è realizzare un cammino pedonale, un’area per prendere il sole, una ciclovia, un conto è pensare in maniera grossolana e paesana di farne i Navigli. Ecco dunque che mentre l’amministarzione comunale va apprezzata per aver fatto la sua parte per recuperare quella parte di città, e stimolata per la parte che ancora deve fare per chiudere il circuito ciclopedonale e per continuarlo in direzione di Pignola e della ferrovia calabro lucana esistente, pensare ad una fruizione che possa anche prevedere il solo toccare l’acqua con un dito , sarebbe rischioso e pericoloso. In questo senso è giusto che l’assessore all’ambiente intervenga, come avrebbe dovuto intervenire il Sindaco come autorità sanitaria o l’Asl per la parte che riguarda l’igienicità della zona. Pensare che appena disboscato un fiume, appena fatto un trattamento antizanzare, la cui pesantezza è di per sè già un risschio per la salute, si possa mettere un asciugamano per prendere il sole o un posticino di ristoro per bersi una bibita o gustarsi un gelato è una cosa ingenua, di chi si vuol prendere un risultato senza aver finito la gara. Questo non per spirito di polemica, ma solo perché chi di dovere ci dica come stanno le cose e se questo tipo di fruizione è compatibile con lo stato dell’arte. Rocco Rosa