Il consiglio regionale ha onorato i cinquant’anni di vita con un numero speciale della storica rivista Basilicata Regione, diretta dalla collega Nicoletta Altomonte. La pandemia ha spostato la presentazione del monografico di qualche mese, in ossequio ad emergenze molto serie che hanno impegnato gli organi istituzionali della Regione, ma la decisione è apparsa opportuna e coerente . Così come coerente con la sua tradizionale impostazione editoriale è apparsa la narrazione di questi cinquant’anni, molto sobria, ma attenta a sottolineare i passaggi più significativi. Ancora una volta si è riconfermato il carattere aperto di una rivista che non è un house organ di una Istituzione ma un luogo partecipato di rappresentazione oggettiva delle trasformazioni della società lucana nei suoi aspetti istituzionali, economici, sociali e culturali. E bene ha fatto il Presidente Cicala a sottolineare questo aspetto di rivista aperta al dialogo con la comunità regionale , che è altra cosa rispetto all’impostazione data alla comunicazione quotidiana , con una agenzia che ha purtroppo perso il carattere unificante della comunicazione come processo di andata e ritorno, diventando, essa sì, un house organ . Ma se la pubblicazione ha avuto consensi unanimi, per il suo modo equilibrato di raccontare questi cinquant’anni di vita regionale, spaziando dai fatti istituzionali agli avvenimenti che hanno segnato la vita della comunità lucana ai progressi realizzati in alcuni settori, al deficit che ancora permane in altri, l’impostazione data al dibattito di presentazione ha peccato di equilibrio e di obiettività con clamorose assenze, come quella del primo presidente comunista del Consiglio regionale Schettini, o del presidente Bubbico che pure avrebbero avuto molto da dire sul versante del rapporto con la società lucana da parte dell’assemblea legislativa e del Governo regionale. Sono dimenticanze che entrano nel periodo poco esaltante di rapporti non rispettosi tra forze politiche, un fatto nuovo che contrasta con un passato fatto di confronto duro ma corretto, quasi una competizione a chi portava le soluzioni migliori. Oggi invece i rapporti sono scaduti nell’acido della lotta personale, della delegittimazione reciproca, della competizione ad escludere, della sottomissione di organi partecipativi alle logiche di parte. La rivista , per come è stata costruita, riporta un pò di aria fresca di una Regione che sapeva tenere le distinzione senza farle scadere in esclusioni ed emarginazioni. Rocco Rosa