CATERINA ARRIGONI

Per chi sa apprezzarlo, Natale quest’anno porterà un dono tutto particolare: il diritto di accesso libero agli atti della Pubblica Amministrazione.  Il 23 dicembre 2016 è la data di partenza del Foia ( Freedom of Information Act) , un accesso libero e senza restrizioni agli atti d’ufficio, che abbia o meno  un interesse personale ad ottenerlo. Chiedere un documento sarà gratuito; un’amministrazione che rifiuta il rilascio di un documento dovrà motivarlo in maniera chiara e il cittadino può comunque contestare il diniego rivolgendosi al responsabile della trasparenza o al difensore civico. Restano eslcusi ovviamwente gli atti sottoposti a segreto di Stato.

Nel 1990 la legge 241 aveva già riconosciuto ai cittadini la possibilità di accedere agli atti e ai documenti detenuti dalla P.A., nel caso in cui vantassero un interesse personale diretto, concreto e giuridicamente rilevante alla conoscenza di quegli atti.

Fu una legge importante, voluta per combattere la corruzione e per rendere trasparente l’azione della P.A, ma risultò restrittiva, perché per il cittadino era complicato dimostrare “quell’interesse giuridicamente rilevante”.

Le P.A., poi, l’applicarono in maniera ancora più restrittiva.

Dovevano nominare i Responsabili del diritto all’accesso, ma  non avevano personale in grado di svolgere una mansione di un certo livello, la formazione garantita al dipendente era minima e…..mettere in discussione tutta un’organizzazione che consentiva ad un Capo Ufficio di esercitare sul povero cittadino‘il potere di vita e di morte’, non era cosa che facesse piacere!

Fui protagonista attiva in questa materia, come Responsabile di quel Diritto, ci credetti e mi adoperai organizzandomi da sola, con pochi mezzi, e contro chi sottovalutava, rallentava e voleva farmi credere che era solo una perdita di tempo.

Il tempo, invece, ha dato ragione a coloro che vogliono essere veramente dalla parte dei cittadini.

Come si accederà?

La legge (Riforma Madia) è stata approvata già il 23 giugno, e ha dato alle Amministrazioni sei mesi di tempo per adeguarsi, per aggiornare i siti web , per preparare il personale.

Ora, il cittadino entrerà a piè sospinto nei luoghi in cui potrà esercitare quel potere di controllo che la legge gli riconosce come diritto, potrà  verificare l’utilizzo  delle risorse pubbliche, e capire come si lavora in quei luoghi, e quanto sacrificio, a volte, costa essere dipendenti diligenti.

 Sarà importante la formazione dei dipendenti, ma altrettanto importante sarà la sensibilità per la trasparenza che i cittadini dovranno dimostrare di aver maturato, specialmente al sud.

Ci saranno linee guida che l’ANAC, (Autorità Nazionale Anticorruzione),deve approvare e rendere operative, per informare in modo semplice ed efficace sull’applicazione della nuova normativa.

E quelle linee guida  dovranno rendere il FOIA uno strumento semplice da usare, per evitare i contenziosi e uniformare l’azione di tutte le P.A.

I cittadini dovranno crederci, e capire che solo creando un legame di fiducia con la P.A. si può sconfiggere la corruzione e dare valore ai nostri diritti!