Il danno maggiore per il quale l’attuale assetto politico sarà ricordato è la disintermediazione della funzione politica, nel nome di una fantomatica società civile migliore. È il fondo della concezione neoliberista, per la quale la società organizzata, con le sue strutture di rappresentanza, non esiste, perche esistono gli individui, e laddove essa esista, è una tara che limita l’espressione della libertà e della ricerca della felicità. Ci hanno provato tutti, ma tutti, a smantellare la funzione politica: la destra economica piddina e berlusconiana con il canto della sburocratizzazione e la morte di fame della Pa per austerità, dell’abbandono del ruolo direttivo dello Stato in economia, mediante le privatizzazioni, e nel sociale, mediante la sussidiarieta’ che crea Bibbiano e Mafia Capitale. Il populismo grillino e di pezzi di sinistra radicale, mediante il mito della partecipazione diretta, il disprezzo per gli organi della rappresentanza intermedia e il mito del civismo dal basso, ripreso da una pessima sociologia politica degli anni novanta, quella che esaltava i sindaci e le comunità locali. Ed infine l’antiparlamentarismo viscerale della Lega, che riemerge anche in questo frangente, e che cela a malapena un autonomismo di stampo individualistico. Al fondo, tutte le forze in campo condividono una visione negativa dello Stato e della funzione pubblica, che riprendono dall’anarco-individualismo e dal qualunquismo dell’italiano medio, e che sboccia come frutto velenoso di difetti storici del processo di unificazione nazionale, che solo il mazzinismo, il socialismo interventista ed il fascismo, cercarono, invano, di curare. Questo terreno comune consente il trasformismo, perché in fondo stare al governo con l’uno o con l’altro diviene relativamente indifferente, dal momento in cui, di fatto, si rinunzia ad esercitare il comando politico sulla collettività. La verità è che la società civile non contiene virtù specifiche, ignote alla politica, ma è un campo di lotta di interessi, ordinato secondo le classi sociali e le sottoclassi che vi navigano dentro. Senza funzione politica superiore, tale campo di interessi non matura una sintesi, e diviene caotico e ingovernabile, preda di semplificazioni comunicative drastiche, quindi manipolabile, e tendenzialmente sovversivo.