Alla Camera è iniziata la discussione sulla proposta di legge relativa all’abolizione del limite numerico minimo di alunni per la formazione delle classi nelle scuole primarie e secondarie dei comuni montani, delle piccole isole e delle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche.

La proposta ha come finalità la salvaguardia del territorio e delle comunità trasformando le criticità in opportunità di sviluppo e rilancio. Si legge infatti nella relazione di accompagnamento: “Investire in queste aree significa, anzitutto, ascoltare le esigenze che promanano da questi territori e da queste comunità, ponendo le istituzioni centrali in una posizione di apertura al confronto e al dialogo costante, al fine di garantire il corretto recepimento di istanze e osservazioni, anche di carattere pratico, logistico o di semplice buon senso e, in ogni caso, idonee a fornire elementi utili ad assicurare alle politiche pubbliche gli elementi informativi e conoscitivi necessari a regolare in modo utile e adeguato tali realtà, basando l’attività normativa su elementi conoscitivi concreti, reali e idonei a consolidare una relazione integrata e virtuosa tra le istituzioni di tutti i livelli, senza dimenticare né lasciare indietro alcuno e, anzi, partendo proprio dalle più piccole entità costitutive”

Secondo il testo della proposta: le classi delle scuole primarie e relative sezioni staccate possono essere costituite, per ciascun anno di corso, con un numero di alunni inferiore a quindici e pluriclassi con un numero di alunni inferiore a otto; nelle scuole secondarie di primo grado e nelle relative sezioni staccate possono essere costituite classi, per ciascun anno di corso, con un numero di alunni inferiore a diciotto; negli istituti e nelle scuole di istruzione secondaria di secondo grado possono essere costituite classi, per ciascun anno di corso, con numero di alunni inferiore a venticinque.

Attualmente, la materia è disciplinata da regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, recante «Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133». Questo regolamento non tiene conto però in modo adeguato dal progressivo spopolamento di queste aree. La proposta di legge prevede che dall’attuazione della legge non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.(fonte Orizzonte scuola)