Analisi di laboratorio convalideranno la salubrità e l`assenza di contaminanti sui prodotti ortofrutticoli del territorio lucano

Da tante piccole iniziative si può ricavare l’impressione che i decisori regionali si siano convintamente indirizzati a mettere a reddito le vere risorse della Basilicata che sono l’agricoltura, il turismo, la tipicita’ dei prodotti, la importanza del brand, la qualità degli alimenti. L’ultima di queste è la firma di un protocollo, auspice la regione, fra coldiretti, copagri e l’istituto Zooprofilattico sperimentale di Foggia, per il controllo sistematico e organizzato della produzione ortofrutticola. Non è la soluzione vera e propria di una certificazione di qualità, ma la tenuta sotto controllo della salubrita’ dei prodotti e quindi dei cibi.

Lo schema di protocollo stabilisce che le due associazioni di categoria coinvolte nell’iniziativa stipuleranno successivamente specifiche convenzioni con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata per definire tipologia e quantità degli esami dei prodotti agricoli da analizzare, nonché la periodicità delle verifiche.
Le associazioni promotrici dell’intesa riporteranno poi alla Regione Basilicata i risultati delle analisi per una successiva integrazione con le azioni della “Fondazione Osservatorio Ambientale” e della “Fondazione per la Ricerca Biomedica in Basilicata”.
L’iniziativa prende le mosse dalla necessità manifestata da Coldiretti e Copagri di potersi avvalere di un supporto esterno, dotato di specifica competenza, per svolgere, sui prodotti ortofrutticoli del territorio lucano, analisi di laboratorio finalizzate ad assicurare la salubrità e l`assenza di contaminanti.
Tra le attività dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata  si annovera appunto quella riferita alle ricerche scientifiche sperimentali e di accertamento dello stato sanitario degli animali e della salubrità e sicurezza dei prodotti di origine animale e vegetale. Tali azioni sono svolte sulla base degli indirizzi programmatici definiti con la Regione Basilicata e anche in qualità di strumento tecnico – scientifico della Regione stessa, nell’ambito dei piani nazionali per la profilassi delle epizoozie e dei piani di risanamento, miglioramento e incremento della zootecnica e delle produzioni disposte dalla Regione.
La durata del Protocollo è fissata in 36 mesi, a decorrere dalla data di sottoscrizione.

Da ricordare che nel 2010 la Regione conferì allo stesso istituto il controllo del ciclo alimentare nella val d’agri, per un monitoraggio della situazione e una verifica dell’influenza che la estrazione petrolifera poteva avere sui prodotti di origine animale o vegetale. Sarebbe il caso di riprendere e di rilanciare quella delibera prodotta dall’Ufficio veterinario del Dipartimento salute.