Una considerazione che merita di essere fatta è che al ristagno della situazione politica, ai suoi ritmi messicani , al suo proliferare di parole senza seguito, sta facendo da contraltare una accresciuta vitalità dell’associazionismo, dei movimenti e di quei settori istituzionali rappresentativi e di garanzia. La pandemia ha allertato le persone più sensibili e ha dato un orizzonte di lavoro nuovo a tutto quel volontariato che insegue l’emergenza, assiste i meno fortunati e aiuta i più deboli nelle diverse situazioni sociali, di lavoro e di condizioni di lavoro. Un grande contributo è venuto anche da tre organismi istituzionali, la Commissione Pari Opportunità, il Garante per l’Infanzia, e la consigliera di parità, attivi come non mai nel portare i riflettori lì dove la società soffre o presenta squilibri e distorsioni.
margherita perretti, presidente crpo
Una iniziativa specifica, che si inquadra in un clima di contrasto alla sottovalutazione delle conseguenze che l’emergenza pandemica ha prodotto. Dice giustamente la presidente della Crpo, Margherita Perretti, che “nel 2021 è aumentata la percentuale di chi vive forme di povertà croniche (27 per cento), e preoccupa la situazione dei “poveri intermittenti” (19,2 per cento). La povertà è aumentata soprattutto tra i più giovani e tra le donne, passando dal 50 per cento del 2019 al 54,4 per cento del 2020. Infatti la pandemia ha avuto conseguenze impietose anche sul fronte della riduzione dei divari di genere, rallentando fortemente i progressi verso l’uguaglianza tra uomini e donne. Ciò che più colpisce è la normalizzazione e diffusione della povertà tra persone e famiglie che mai sarebbero state considerate povere da qualsiasi tipo di analisi e statistica fino all’inizio del 2020″. Dovremmo mandare queste considerazioni a tutti quelli che , cogliendo la palla al balzo dei furbetti del reddito di cittadinanza, si muovono per toglierlo anche al milione di famiglie che furbe non sono e che vivono la propria condizione con dignità , come ben possono testimoniare tutti quelli che hanno scelto di guardare la realtà per come è e non per come i giornali ce la descrivono. E si impegnano a contrastare la povertà alimentare, ma anche ad aggredire situazioni di disagio sociale, favorendo la diffusione della cultura della donazione. Iniziative come i magazzini sociali , per le eccedenze alimentari, o come la nascente “colletta rosa” vanno ad incidere in quella parte della popolazione femminile che è costretta a privarsi dell’indispensabile pur di portare avanti la famiglia e i figli. Rocco Rosa
