giovanni benedetto
Il botto finale è stato sparato e tutta la tifoseria ha accolto di buon grad
Si tratta di Carlos Franca, centravanti brasiliano di 37 anni, alto 1,80 con 112 gol segnati negli ultimi quattro campionati di serie D.
Detiene il record di gol realizzati in quattro anni di serie D, record che nemmeno i calciatori professionisti hanno mai toccato. È il centravanti che nessuna squadra vorrebbe togliersi e che tutte cercano, la Triestina se lo teneva stretto per la serie C, l’ha liberato solo dopo l’acquisto dell’attaccante e suo sostituto, Pozzebon.
Franca aveva su di sè gli occhi puntati di tantissime società, era il pezzo pregiato che tutte sognavano, il presidente Caiata ha dovuto sfoderare tutte le sue qualità e contatti personali per porre il veto sul calciatore.
Ci è riuscito a poche ore dalla chiusura del mercato, nonostante il forte pressing del Taranto, che aveva deciso di fare qualsiasi sforzo economico per portarlo nella città dei due mari, la determinazione di Caiata ha prevalso su tutti e il matrimonio si è ufficializzato intorno alle 18.30.
È molto probabile che Nicola Legrottaglie, amico sia di Franca che di Caiata, abbia fatto pendere l’ago della bilancia in direzione Potenza.
Come è noto, Nicola Legrottaglie, vice allenatore del Cagliari, ha seguito un percorso di fede in seguito ad una promessa fatta da bambino a Dio che sarebbe diventato missionario di Cristo nel mondo, qualora avesse esordito in serie A.
A grazia ricevuta è entrato a fare parte dell’associazione ” Atleti di Cristo” di cui uno degli adepti è Carlos Franca, suo grande amico.
Con l’operazione Franca la rosa è completa in tutti i ruoli e competitiva alla pari con le altre squadre che partono per vincere.
La società in meno di due mesi di attività ha predisposto tutto il necessario per trovarsi ai nastri di partenza pronta per spiccare il volo, non ci manca niente.
Per fare la differenza dobbiamo fare valere la cosiddetta ” Piazza” o il ” Blasone”, intendendo con questi termini non già un solo glorioso passato ma anche una tifoseria, uno spirito, una città veramente attaccata ai colori della sua squadra. In serie D a dire il vero potremmo essere secondi solo al Taranto.
Delle due affermazioni la prima è in parte vera, perché è la nostra storia, la seconda va verificata domenica per domenica andando in massa allo stadio per tifare, gioire e soffrire.
Il dodicesimo uomo in campo costituisce il vero valore aggiunto della forza della nostra squadra ma dobbiamo schierarlo, se rimane a casa non serve a nulla, rimane solo uno slogan.
Sono fiducioso che i tifosi risponderanno alla chiamata, perché sono anche consapevoli, che il tutto non finisce a maggio, ma che bisogna sostenere un progetto ambizioso che va al di la della promozione in lega pro.
A partire da domani, risolte tutte le pendenze, la società e la squadra penseranno solo alla partita di domenica.
Al Lamberti tutto può accadere, ma noi dobbiamo scendere in campo con la consapevolezza di fare nostra la partita, dimostrando personalità, sacrifici e determinazione nelle giocate.
