Non posso dar torto a quanti sui social si chiedono cosa stia facendo l’assessore allo sport del Comune di potenza. C’è o non c’è? E’ in vacanza, o ancora deve finire di studiare la materia di cui ha ricevuto delega. Si perché già il settore è di per sé disastrato, il primo cui vengono tolti soldi e servizi, e senza quel minimo di sostegno pubblico, si fa fatica a sopravvivere. Qui non siamo in una grande città dove  c’è una economia che più o meno tira, imprese che più o meno sponsorizzano, azioni pubblicitarie che più o meno riescono a riempire  le palestre o i palazzetti. Nulla di nulla e la crisi, quando arriva, spazza via per prima i più deboli. Passi per la storia della palestra Coni, dove quindici anni di chiusura non hanno prodotto una idea  di riconversione. Fosse per me ne farei nella parte sottostante un impianto di bocce al coperto, togliendo quella ferita nell’occhio che si è piazzata a monte reale al solo scopo di sfigurarne il parco. Poca spesa per riattarlo nella parte sottostante , mentre quella superiore andrebbe riorganizzata in spazi operativi più piccoli. La storia del campo sportivo è poi di quelle che fanno accapponare la pelle e di riffe o di raffe, il responsabile qualcosa avrebbe dovuto sapere. Altra protesta arriva dal mondo del calcio giovanile e dalle società sportive di seconda e terza categoria che ormai non hanno più spazi dove giocare e dove allenarsi. E sì che a Potenza c’è un profluvio di squadre giovanili ed amatoriali che non hanno uno straccio di campetto dove fare allenamento. Il campo della Figc è così piena di buchi che il pallone se lo tiri forte rischia di infossarsi. Ci vorrebbe una manutenzione straordinaria, ma nessuno ci pensa. Non parliamo poi del campo di  Malvaccaro, quello che sta sotto il bivio per il nuovo cimitero. Qui il Comune sembra abbia perso persino la possibilità di parlare perché è stato dato in gestione a privati e questi lo gestiscono come vogliono, senza criteri oggettivi e regole valide per tutti.  A volte chiudono alle sette di sera facendo finta di non sapere che ci sono gli impianti di illuminazione per far giocare di sera. E non è che le squadre giocano gratis, dal momento che il fitto del campo lo pagano regolarmente. E allora, fra qualche tempo che fa scuro alle 4 di pomeriggio, che bisogna fare per giocare: o marinare la scuola, oppure prendersi un giorno di ferie dal lavoro.  La verità è che quando si fa un contratto di servizio, sembra che riceviamo un favore dai privati. E invece questi  vanno controllati, vigilati e  ricondotti al rispetto delle cose che hanno sottoscritto. Se poi nell’atto di concessione c’è scritto: fate quello che volete che a non  frega niente, allora anche questi concessionari sono in regola. R.R.