Lavello, il comune più grande della Basilicata dopo Matera, si prepara alle elezioni amministrative e la scena politica locale assomiglia sempre più a una quadriglia: una danza in cui i ballerini si spostano, si incrociano e cambiano posizione sotto la guida del “capo ballo”.
I candidati che sembrano pronti a sfidarsi sono: Catarinella FI , Merra ( già assessore Lega , F.lli d’Italia, oggi centrista ) , Carretta (sindaco dimissionario del csx) e Carnevale (candidato alle ultime elezioni nel cdx) .
Al netto delle appartenenze politiche, gli equilibri e le alleanze sembrano più mobili che mai.
Carnevale, tradizionalmente collocato a destra, guarda a sinistra; Carretta, che proviene dalla sinistra, si avvicina al centro; Merra, dal centrodestra, lancia segnali al centrosinistra; mentre Catarinella, partendo dal centro, tenta di avvicinarsi alla destra.
In questa danza politica, il ruolo decisivo continua a essere giocato dalla famiglia Liseno, che da tempo funge da “capo ballo”, indicando la direzione e determinando l’esito delle elezioni.
Sin dai tempi della prima amministrazione Altobello, la loro influenza è stata determinante e, fino a una loro chiara presa di posizione, quello che stiamo osservando sembra essere solo una fase di “prove tecniche di trasmissione”.
L’epoca Altobello segnò l’inizio del dominio Liseno.
Il primo Altobello ha segnato l’inizio di una lunga stagione politica in cui il gruppo dei Liseno ha giocato un ruolo chiave. Nonostante i cambi di amministrazione, la loro capacità di mediazione e influenza non è mai venuta meno.
Negli anni, le giunte che si sono susseguite hanno visto sempre una costante: l’abilità della famiglia Liseno nel rimanere al centro delle dinamiche politiche locali, gestendo alleanze e posizionamenti con una precisione quasi scientifica.
I partiti e le liste civiche hanno spesso dovuto fare i conti con il loro peso, cercando il loro sostegno o tentando, senza successo, di contrastarlo.
L’ultima amministrazione , caratterizzata da sfide complesse, e belligeranze interne di cui non si è riusciti a sedare la litigiosità. è stata costretta a suonare i tre fischi finali prima dei tempi regolamentari.
Ora, con le nuove elezioni all’orizzonte, il futuro di Lavello si gioca ancora una volta attorno agli stessi equilibri.
La partita resta apertissima: il “capo ballo” non si è ancora espresso chiaramente e, fino a quel momento, le mosse dei candidati potrebbero essere solo strategie per testare il terreno. In attesa del verdetto finale, la politica locale continua la sua danza, fatta di movimenti, passi falsi e repentini cambi di posizione.