E’ uscito un messaggio forte dal Concerto della scuola primaria delle Canossiane di Potenza: un messaggio  che ha indagato sul profondo significato della festa del Natale che è un momento “per gli altri”, un guardarsi intorno in un mondo che sta perdendo i valori e si sta trascinando verso violenza, sfruttamento e declino. Tutto questo in un’atmosfera di serenità, che solo i bambini possono donare, con la loro innocenza, il loro impegno, l’ansia di qualcuno che ha preso  tremendamente sul serio la prova di quel concerto e le mamme a tranquillizzarli che non sarebbe successo niente anche con qualche nota stonata. Ma invece sono stati bravi, perché, spente le luci del teatro e accesi i riflettori sul palcoscenico, sono risuonati canti molto belli, compreso un antico canto, inedito, della nostra terra,  con cui la Madonna cerca di tranquillizzare il suo, ed il nostro, Bambino.  Una nenia semplicemente stupenda.  L’evento è stato preparato con cura dagli insegnanti dell’Istituto Canossiano ( da citare per tutti Francesco Fabrizio, il maestro di musica ) i quali hanno voluto impostare uno spettacolo incentrati sui canti natalizi ma aperto al contributo di musicisti con strumenti che, anche questi, richiamano la nostra terra, l’Arpa di Viggiano e la Fisarmonica Diatonica. Daniela e Antonio, due giovani musicisti, hanno ricavato note stupende, a dimostrazione che i talenti musicali sono di casa in Basilicata. La fisarmonica diatonica ad otto bassi si differenzia dall’organetto tradizionale perché permette un registro più ampio e possibilità maggiori rispetto a generi musicali che non siano solo quelli tradizionali. E non a caso  , Antonio Rosa, è stato campione del mondo di questa specialità. Insomma una giornata di festa per bambini, genitori e amici, in teatro gremito che segna un’altra performance per questi eventi natalizi. E le parole che più hanno saputo premiare il lavoro le ha dette la presidente del Consiglio d’istituto, Mariangela Caporale, quando ha ricordato i passi che l’Istituto ha fatto per scrollarsi di dosso quell’etichetta che la pigrizia, l’ignoranza e qualche volta la malevolenza di un ambiente “provinciale ”  gli avevano appiccicato: di scuola privata per figli di papà o per quelli che hanno  soldi da spendere. Invece è una scuola privata sì, cattolica pure, ma aperta a tutti, che si sa distinguere per l’impegno la validità dei programmi e i risultati che prima appartenevano solo alle materne e adesso, importanti ed attesi, appartengono anche alla scuola primaria. E non è colpa loro se accanto ad  una scuola pubblica che fatica a ritrovarsi, dopo che in tanti hanno fatto a gara per seppellirla, mandando gli insegnanti fuori, facendoli ruotare come nelle porte girevoli, oggi si affaccia una scuola privata che ha più modernità e migliore organizzazione.