Una ottima scelta da parte del Consiglio la riconferma di Ivana Pipponzi come consigliere di parità della regione Basilicata, o più correttamente la designazione della stessa a ricoprire il ruolo che già avuto nella precedente legislatura perchè la nomina viene fatta dal Ministero del lavoro, con decreto del Ministro,su segnalazione appunto della regione interessata. Alla Pipponzi si affianca , sempre designata dal Consiglio regionale, la collega avvocato Rossana Mignoli, come consigliere di parità supplente. La riconferma della Pipponzi non era scontata, ma era fortemente auspicata, attesa l’efficacia dell’azione svolta e la sua capacità di essere quotidianamente sulle problematiche della attuazione di una vera parità di genere nel mondo del lavoro. Dalla parte della Pipponzi, c’è anche il merito di aver saputo dialogare con tutte le Istituzioni e soprattutto con la commissione regionale di parità rafforzando la pressione del mondo femminile verso l’eliminazione delle distorsioni ancora esistenti , a cominciare dalla vertenza sulla doppia preferenza, a quella sulla presenza femminile  nei vertici delle società pubbliche e private e nelel giunte comunali . Una forte attività di verifica e di sollecitazione che, accompagnata da una grande attività di sensibilizzazione, ha fatto compiere enormi passi in avanti alla parità di genere in basilicata come dimostra la crescita esponenziale dell’imprenditoria femminile in molti settori di attività, dall’agricoltura, alla viticoltura,ai servizi. E’ vero che gli squilibri nel mondo produttivo della Basilicata sono ancora tanti, ma è pur vero che se le cose stanno lentamente cambiando lo si deve alla grinta che alcune persone, dalla Pipponzi,. alla Perretti, alla Coviello, alla Marroccoli, per citarne alcune, stanno mostrando in direzione del raggiungimento di una più visibile e piena parità. Sono note le vicende che hanno visto capitolare alcuni “irriducibili” maschilisti, sia nel lavoro privato, sia nelle giunte comunali , a dimostrazione che la strada è ancora lunga e che di tenacia bisogna ancora soffrire. Buon lavoro! Rocco Rosa