Grazie ai potenti mezzi dell’ufficio stampa del Consiglio regionale ho seguito in streaming l’intera seduta straordinaria del Consiglio regionale sulle risultanze della Vis commissionata dai Comuni di Viggiano e di Grumento e che tanto clamore aveva suscitato nei giorni scorsi al punto da meritare una speciale seduta della massima assemblea regionale. Ne ho ricavato la sensazione che la campagna elettorale per le regionali è iniziata e che da ora in poi non sarà possibile portare avanti un confronto sereno e responsabile , nonostante questa unità sui fatti sia stata la premessa d’obbligo di tutti gli interventi. Cerchiamo di dare una lettura d’insieme.
- La Giunta regionale non contesta i dati della Vis. Ritiene, dice PIETRANTUONO, l’indagine utile, importante e scientificamente corretta e proprio per questo intende partire da essa per chiamare i Ministeri dell’ambiente e quello della salute a convergere su una necessaria azione di approfondimento e di implementazione della ricerca. Che , così com’è, è limitata a mille soggetti e per ciò stessa è parziale. Occorre- e’ il pensiero di PITTELLA, lavorare su un ampio campione di popolazione, acquisendo non solo i dati epidemiologici ma anche quelli delle matrici ambientali. Se di correlazione dobbiamo parlare , bisogna necessariamente incrociare tutti i dati disponibili, di terra, acqua, aria e rischio collegato di malattie. Per intanto, dice Pittella, prendiamo pure atto che lo stesso studio assolve la matrice terra e acqua da inquinamenti, smentendo l’esagitata campagna di disinformazione che proprio su queste matrici si era fatta. (protesta di Perrino, ndr)
- il ruolo di questa legislatura in rapporto al petrolio. Insufficiente per Perrino, Lacorazza, Santarsiero, Romaniello e Napoli, pur con tutte le sfumature del caso: il pentastelalto perché “non si sta prendendo l’unica decisione possibile che è di chiudere col petrolio e basta; Lacorazza perché questo governo regionale ha acuito la sensazione di sfiducia dei valligiani; Santarsiero perché tutte le cose decise ( Fondazione Osservatorio della Val d’Agri, Fondazione biomedica, il centro di medicina ambientale, la stessa Arpab sono vagoni messi sui binari ma che non hanno saputo camminare; Romaniello che adombra coincidenze e sospetti sul “non funzionamento delle centrali di monitoraggio ogni volta che c’era una fiammata” e Napoli che insiste sul tasto della continuità di questa Giunta con la politica di centrosinistra che si è inchinata di fronte al potere delle compagnie petrolifere. Encomiabile invece, l’azione di questo Governo regionale, per Polese e Pace, con il primo che si chiede sarcasticamente a quando sia databile la separazione fiduciaria tra Regione e cittadini, il secondo che da vita ad una grande arringa difensiva di Pittella ricordando che il Cova lo ha chiuso lui, che la Fondazione sull’Osservatorio ambientale l’ha fatto lui con la costituzione di un comitato scientifico di altissimo profilo, che l’accordo con l’Ispra l’ha fatto lui e che la Basilicata non è la terra dei fuochi. Con un tappeto rosso del genere, Il presidente è andato spedito nell’alzare l’asticella di quello che ancora bisognerà fare per dare sicurezza alla popolazione, parlando appunto di una strategia di approccio nazionale al tema della salvaguardia del territorio e di chi ci vive.
- Che , chiunque l’abbia detto e per qualsiasi motivo l’abbia detto, il ruolo di una corretta informazione sulla questione petrolio è molto importante, perché , come questa storia ha dimostrato, arrivano prima le speculazioni sulla verità e poi ,lenta lenta fino all’esasperazione, la verità stessa. Rocco Rosa
