Per una situazione estremamente complicata ci voleva una persone che nelle cose complicate sa cavarsela, ed  il commissario straordinario scelto da Marcello Pittella è uno che all’ASI di Potenza arriva non per scaldare la sedia. Fonti autorevoli dicono che il prescelto sia Eustachio Cardinale, 47 anni, dottorato di ricerca in Diritto commerciale all’università Tor Vergara di Roma, dottore commercialista a Bari , ricercatore Universitario presso il Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di bari.  Esperto oltre che in diritto commerciale,in diritto fallimentare, è soprattutto curatore fallimentare e commissario giudiziale di concordati preventivi di tipo liquidatorio ed in continuità aziendale. Dal 2001 svolge attività di consulenza societaria , fallimentare, dei contratti commerciali nazionali e internazionali.  Segue un elenco di 4 pagine di pubblicazioni e articoli scientifici. Insomma è uno con le palle, la risposta a chi, politici o giornalisti, chiedevano di mettere un punto fermo sulla deriva inarrestabile che il Consorzio industriale di potenza ha preso da decenni a questa parte.  Per fermare la quale occorrono due condizioni: la prima, un uomo fortemente preparato; la seconda , mano libera da parte della politica. La prima è stata assolta; la seconda  dovrebbe essere conseguente alla scelta fatta di mettersi nelle mani di un  esperto. Assolte queste due condizioni, il Commissario straordinario dovrà muoversi , presumiamo, lungo la strada di una apertura del concordato , per rivedere la debitoria e trovare, se possibile l’intesa con i creditori. I quali debbono scegliere tra il prendere il patteggiato nelle forme possibili oppure il non prendere niente e far fallire il Consorzio, creando una bad company che è la tomba dei creditori. Un Commissario straordinario si troverà sicuramente davanti una valanga di debiti, ma anche una potenzialità dell’area che è stata fortemente condizionata da amministrazioni  che, dal più lontano passato,  più che far fruttare un consorzio hanno preferito sempre e solo sfruttarlo. C’è spazio per una strategia di ripresa del Consorzio, a patto che si cambino i regolamenti, si pretenda le quote condominiali, si introduca la Bucalossi, con successiva delega al Consorzio per i lavori, si modifichino le regole del gioco nel senso che più che beneficiare amici imprenditori che vogliono far soldi con suoli a condizioni di favore, si privilegi la logica di sviluppo di un’area per il beneficio di tutti.  E infine si dia una nuova mission del Consorzio che non è quella di fare la manutenzione dell’area ,ma di metetrsi al centro di una politica di attrazione industriale, attraverso servizi innovativi, collegamernto con le grandi aziende, creazione di cluster, marketing territoriale, ricerca di investimenti esteri. Tutte cose di cui il Consorzio non si è mai interessato, limitandfosi nel tempo a fare da stazione appaltante per i alvori pubblici che riguardavano l’area. Insoimma un pò poco, per le nuove esigenze di una industria che pretende di allocarsi a determinate condizioni. Rocco Rosa