ANTONIO SANTANGELO
SEGRETARIO REGIONALE DELLA FIMMG
Le problematiche che hanno investito come un tsunami centinaia di medici della Continuità Assistenziale nascono da un’azione di responsabilità amministrativa, avviata dalla Procura della Corte dei Conti, nei confronti della Giunta Regionale, in carica nel 2008, e dei componenti di parte pubblica del Comitato Regionale che ha definito l’ultimo Accordo Integrativo Regionale (AIR) che regola i rapporti con la medicina generale nella regione Basilicata. L’AIR, sottoscritto dalla Regione Basilicata e organizzazioni sindacali dei medici nel lontano 2008, aveva previsto per il Medici di Continuità Assistenziale i seguenti compensi aggiuntivi rispetto alla quota nazionale, e che sono oggetto di contestazione della Procura della Corte dei Conti:
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€ 4,00 ad ora quale indennità per i rischi derivanti dalla peculiarità del servizio.
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€ 0,5 ad ora per usura della macchina qualora si utilizza il proprio automezzo.
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€ 0,5 ad ora per l’assistenza resa alla popolazione in età pediatrica (anni 0-14).
L’indennità di rischio è un istituto che vede la luce nel 2001 nel penultimo Accordo Integrativo: già allora le Organizzazioni Sindacali sottolineavano, nel confronto con la Regione e le ASL, come la totalità delle sedi di Guardia Medica presentavano grosse criticità sia in termini di sicurezza degli operatori che in termini di idoneità igienico-sanitaria. Le sedi erano spesso situate in locali privi delle più elementari misure di sicurezza, senza videocitofono o sistemi automatici di allerta, per cui i medici (spesso donne) erano alla mercè di qualsiasi malintenzionato. I locali erano a volte privi di riscaldamento, spesso con un’unica stanza disponibile sia per l’attività medica vera e propria che per il ristoro del medico, con bagni comuni all’utenza. In questa situazione di estremo disagio di fronte alla manifestata impossibilità da parte delle Aziende Sanitaria di avviare un completo e profondo adeguamento strutturale dei presidi (non tutti di proprietà delle ASL) fu concordata una indennità di rischio pari a € 3,5 ad ora per la peculiarità del servizio. Si badi che i medici avrebbero fatto a meno volentieri di questa indennità se le sedi fossero state a norma e se fossero state garantire le più elementari misure di sicurezza. Ma ciò non era possibile allora e non è stato possibile neanche durante le trattative che hanno portato alla stipula dell’accordo del 2008: pur avendo fatto alcuni progressi dal punto di vista strutturale in alcuni presidi il problema sicurezza è sempre rilevante tanto che i medici continuano ad essere soli di notte a meno che non si facciano accompagnare da familiari. Ecco quindi che quella indennità è stata portata a € 4,00 con un incremento di appena € 0,50.
Ma la contestazione della Procura ha un suo fondamento? Secondo noi no in maniera più assoluta perché tutto nasce dalla convinzione (da parte della Procura) che tale indennità è inappropriata perché non legata a compiti e funzioni aggiuntive o al raggiungimento di determinati risultati. In effetti però in tutti questi anni la Continuità Assistenziale si è caricata di compiti e funzioni che sono andati oltre a quelli che caratterizzava la vecchia guardia medica, la cui attività prevalente era date dalle visite domiciliari urgenti. Nel corso degli anni il medico di Continuità Assistenziale oltre che a continuare a garantire le visite domiciliari di notte e nei giorni festivi, si è caricato di altre attività: dalle visite ambulatoriali alle visite programmate per i pazienti inseriti nei programmi di assistenza domiciliare, dalla partecipazione a programmi di educazione sanitaria a interventi di supporto (spesso vicariando) del servizio di emergenza-urgenza. Infine la Regione Basilicata è l’unica regione in Italia che non ha regolamentato il pagamento da parte dei cittadini residenti in altre regione nel momento in cui si rivolgono al nostro servizio di continuità assistenziale.
Alla Procura tutto questo non interessa ma l’Accordo Collettivo Nazionale prevede che gli accordi decentrati possono definire delle indennità di struttura e di processo: se la Regione non è in grado di dare ai medici personale, locali ed attrezzature in grado di garantire l’espletamento della prestazione in adeguatezza e sicurezza, tali mancanze possono e devono essere compensate: ciò che è stato fatto.
Ancora più paradossale è la contestazione relativa all’indennità per l’assistenza alla popolazione pediatrica: in una Regione con una popolazione dispersa su 131 comuni, di cui 31 con una popolazione residente inferiore a 1000 abitanti e 77 con una popolazione inferiore a 5000 abitanti, un’assistenza pediatrica concentrata nei comuni più grandi, senza una Continuità Assistenziale Pediatrica, è normale e pacifico che una parte dell’assistenza pediatrica sia di fatto garantita dalla Medicina Generale, che è un’area medica convenzionata separata nettamente dalla Pediatria di Libera Scelta. Ora prevedere una indennità di 0,5 € ad ora (per cui per un turno di 12 ore si parla di € 6,00), tutto si può dire: forse è mancato il controllo sul numero di visite pediatriche effettuate realmente, ma certamente non può essere considerato di fatto uno sperpero di risorse pubbliche.
Per quanto riguarda l’indennità usura macchina (€ 0,5 ad ora) teniamo presente l’orografia della nostra regione.
Il 71,3% della superficie della Basilicata è rappresentata da territorio montano e su essa insiste il 66,1% della popolazione. In particolare dei 131 comuni presenti 106 sono catalogati come montani e 9 parzialmente montani. Inoltre si osserva una dispersione abitativa caratterizzata da una densità media di 97 ab/kmq contro i 306 ab/kmq della corrispondente media italiana con conseguenti lunghi tempi di percorrenza che sono ulteriormente aumentati dalle condizioni climatiche per buona parte dell’anno.
Nel Piano regionale dei trasporti linee strategiche della Regione Basilicata Aprile 2015 si legge:
“La Basilicata si presenta come una regione la cui accessibilità interna è sostanzialmente condizionata a causa sia della minor dotazione di infrastrutture sia delle peculiarità territoriali, precedentemente descritte, che la connotano.
La rete stradale regionale, per lo più a causa di una difficile orografia, risulta priva, sia di una orditura chiara e regolare, sia di una gerarchia funzionale ben definita. La Basilicata mostra, relativamente alla rete stradale, un indice di infrastrutturazione minore rispetto a gran parte delle altre regioni italiane”.
La peculiarità quindi dell’orografia della regione e della rete stradale rendono ragione della necessità di aggiungere un integrazione economica non potendosi considerare bastevole il rimborso forfettario previsto dall’Accordo nazionale e relativo al solo carburante utilizzato ed alla copertura assicurativa dell’automezzo.
