E’ da anni che le organizzazioni criminali guardano con cupidigia il Metapontino e la loro presenza non è passata sotto silenzio, limitandosi fino a poco tempo fa a preferire singoli contatti rispetto ad una infiltrazione a ragnatela. Il salto di qualità, se così si può dire, si è avuto in questi ultimi tre o quattro anni, con una presenza malavitosa sul territorio. Aziende fatte bruciare di notte, intimidazioni, mezzi agricoli dati alle fiamme, insomma l’armamentario con cui la criminalità organizzata prende possesso del territorio con messaggi, minacce,  atti di violenza.  Che questa escalation non sia passata inosservata lo dimostrano alcuni fatti nel frattempo avvenuti, la decisione di ripristino della caserma dei carabinieri a Scanzano, una legge alla regione per aiutare le aziende a investire sulla sicurezza e sulla vigilanza, la vasta attività di intelligence che ha portato a scoprire nomi e volti di quelli che imperversano lungo il litorale jonico.  La Dia del capoluogo regionale ha tirato le fila di questo lavoro di contrasto alla malavita organizzata con una operazione di notevole spessore , che ha inciso nella profondità delle maglie dell’illegalità, catturando capi e capetti e svelando relazioni e rapporti tra le varie famiglie che tenevano sotto scacco il territorio. Senza guardare a nessuno, soprattutto a chi , nel passato stava dall’altra parte, cioè da quella della legge.  La risposta emotiva della popolazione non si è fatta attendere e da molte parti sono arrivate attestazioni per una presenza dello Stato che si è fatta sentire in un momento in cui l’allarme era alto . Un sospiro di sollievo, ma anche un invito alla popolazione ad avere coraggio, a denunciare, a contrastare nel piccolo queste entrature tanto silenziose quanto mortali. La contestazione dei reati di associazione mafiosa ( articolata in tanti comportamenti delittuosi che vanno dall’ associazione finalizzata al traffico e spaccio di droga, incendio e danneggiamento, minaccia aggravata dal metodo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi, tentato omicidio aggravato e lesioni personali, trasferimento fraudolento di valori, aggravato dalla finalità di agevolare il sodalizio, levano ogni alibi al falso dibattito sul modo di catalogare questa criminalità: è mafia vera e come tale deve essere contrastata, con mezzi, uomini, ma anche con la disponibilità dei Sindaci a collaborare in un disegno di contrasto che deve essere strutturale e non episodico. Gli imprenditori poi hanno il compito di rimanere uniti, trovare forme comuni di difesa, inventarsi comportamenti che prevengono certi fenomeni, coalizzarsi nella richiesta di strumenti validi , parlare, dibattere, tenere alta l’attenzione. Il metapontino è tornato ad essere presente e vincente sui mercati. Facciamo che questa presenza sia pulita , in nome della qualità e della serietà,. Gli ingredienti della vera eccellenza lucana. ROCCO ROSA