L’assalto ai palazzi del potere di Brasilia, da parte dei seguaci di Bolsonaro, ha rimesso sotto i riflettori l’iniziativa assunta da Europa Verde contro la decisione del Comune di Anguillara Veneta di concedere all’ex Presidente del Brasile la cittadinanza onoraria. Non perché avesse assunto iniziative particolarmente benefiche nei confronti del comune veneto, ma , secondo noi, semplicemente perché la Lega di Salvini si era innamorata dell’uomo duro e forte che stava sradicando il polmone verde della Terra e che si rifiutava di prendere il vaccino. Il procedimento giudiziario contro il Comune di Anguillara è partito con la denuncia a firma di Europa Verde , in nome e per conto di molti cittadini che avevano presentato una petizione contro la Sindaca e otto assessori della sua giunta per aver concesso la cittadinanza onoraria al presidente del Brasile Jair Bolsonaro . La tesi dei verdi è stata portata davanti al Tribunale di Padova dagli avvocati potentini Lucia e Giovanni Colangelo e dall’ avv.Donato Lettieri, quest’ultimo anche componente del Consiglio nazionale di Europa Verde.
L’avv.Lettieri
I legali lucani hanno chiesto di considerare illegittima o nulla la decisione comunale , poiché l’identità e l’immagine del Comune di Anguillara Veneta sono state danneggiate dopo essere state associate all’espressione di valori contrastanti con quelli codificati nella nostra Costituzione. «Le azioni di Bolsonaro nel suo Paese, per cui dovrà rispondere di crimini contro l’umanità di fronte al Tribunale penale internazionale dell’Aja, – hanno scritto- contraddicono in pieno lo Statuto con cui il Comune di Anguillara Veneta si è impegnato a farsi Ente propulsore di pace e tutela dell’ambiente e dei diritti umani». La seconda parte di questa vertenza si sta svolgendo presso la Cassazione, per via della posizione assunta dal legale che difende il Comune, con la tesi , paradossale ma inquietante per le conseguenze che ne possono derivare, secondo la quale si tratterebbe , quella del Comune, di una decisione politica che ,per questo stesso fatto, sarebbe insindacabile. Prima che il Tribunale di Padova arrivi a sentenza di merito, per iniziativa dei legali lucani, il Tribunale ha sospeso il giudizio e chiesto alla Cassazione di esprimersi sia sulla giurisdizione sia sulla liceità della posizione assunta dal Comune, atteso il fatto che si evidenzia la necessità di chiarire se una posizione politica possa , di per sè, invadere i diritti delle persone, calpestare i valori di una comunità e portare un messaggio secondo il quale tutto quello che è politico va considerato lecito. In altre parole non può essere considerato, secondo i legali lucani,un atto politico perchè una maggioranza, quantunque democraticamente eletta non può superare i limiti esterni dati dal rispetto delle norme Statutarie e costituzionali, limiti che rappresentano un argine allo strapotere di una maggioranza di qualunque colore politico , perchè, diversamente opinando, una qualsiasi maggioranza di qualsiasi Istituzione democratica potrebbe conferire la cittadinanza a persone oltre modo divisive e non in linea con i valori universali e costituzionali di libertà e di democrazia. I fatti di Brasilia dimostrano , se ce ne fosse bisogno, l’assurdità di certe decisioni qualunquistiche, irrazionali e divisive di una comunità. E, se ce ne fosse bisogno, basterebbe rileggere la cronaca di Lucio Tufano sulla cittadinanza di Potenza a Benito Mussolini, riportata su Talenti nei giorni scorsi, sulle motivazioni adulatorie e servili che a nome dei potentini furono offerte e che non rappresentavbano certo il comune sentire dei potentini.
ROCCO ROSA
