RACCOLTE TRENTAMILA FIRME PERCHE’ LA REGIONE RIVEDA LA SUA DECISIONE DI METTERE A GARA IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AI MALATI DI TUMORE. PROTESTE DELLE FAMIGLIE SOPRATUTTO NEL CAPOLUOGO DOVE IL SERVIZIO ERA RADICATO E FUNZIONALE
Non so se la gara poteva evitarsi, ma è certo che il progetto di assistenza domiciliare ai malati di tumore ha fatto precipitosi passi indietro da quando l’Ant non lo gestisce direttamente. Non è un problema di servizi, ma di come certi servizi vengono erogati. Il cuore del problema sta esattamente nel cuore che le persone mettono in una attività che è soprattutto di volontariato, di assistenza umana, di solidarietà. Se togli questo , passi ad un tipo di cura dove, salvo rare eccezioni, l’umanizzazione è assente. Il grande dibattito che sta salendo di tono è proprio queste strutture che spersonalizzano, isolano, relegano i pazienti a numero. Avevamo avvertito l’ASP che sarebbe stato un errore affidare ad una delle tante società di un sistema cooperativistico che sulla salute non dà niente gratis un servizio così delicato, fatto di rapporti, di amicizia, di sostegno umano, di solidarietà. Oggi Marcello Pittella si trova di fronte a trentamila firme che chiedono di tornare indietro, di cambiare un servizio che non va, di vedere almeno per la città di Potenza che da ha fatto da culla al progetto dell’ANT di trovare forme di sperimentazione che consentano di recuperare il senso originario dell’iniziativa, cioè un’assistenza gratuita, volontaristica, professionale e specialistica. Il Governatore di fronte ad una folta delegazione della Fondazione Ant Italia Onlusi, guidata dalla stessa presidente nazionale, Raffaella Pannuti, e i delegati di Ant Potenza e Ant Val d’Agri, sono state consegnate le firme raccolte, tra marzo e maggio scorsi, per chiedere alla Regione Basilicata di ripristinare la convenzione con l’Asp, sospesa ad aprile di quest’anno. “Siamo determinati – ha detto il presidente Pittella – ad approfondire le delicate questioni giuridiche che sono emerse in questi mesi, individuando una soluzione che, all’insegna della massima trasparenza e correttezza amministrativa, possa superare i problemi innescati dal mancato rinnovo (non per nostra volontà) della convenzione con Ant. Certamente non siamo ancora giunti alla conclusione di questo complicato percorso, ma per il momento abbiamo quanto meno allargato la cruna dell’ago: continueremo a lavorare perché questa cruna diventi la finestra attraverso cui far passare la soluzione.
