by ROCCO ROSA
Non è la prima volta che nel tentativo di migliorare le cose, le si peggiora. E’ il modo stesso di decidere o di legiferare che ti porta a superare gli scogli visibili, facendoti arenare su quelli che non si vedono. Il programma di cittadinanza solidale, ne è un esempio e ne voglio parlare per rendere un commosso omaggio ad una persona che ci credeva, che si è speso e che è stato, fino a quando il destino non ha deciso diversamente togliendolo all’affetto della sua famiglia, uno tra i migliori dirigenti regionali che io abbia mai conosciuto, lavoratore instancabile, sempre disponibile, sempre attento a valorizzare le persone che avevano peso. Se prendessero l’abitudine anche nei corridoi degli uffici di testimoniare che lì è passato un signor dirigente, la prima targa dovrebbe essere intestata a lui. La Basilicata cominciò a parlare di solidarietà sociale in maniera organica sin dal 2005 quando stava uscendo dal cosiddetto Obbiettivo 1, era un modello di sviluppo che prevedeva la coesione ed il contrasto alla povertà. La cittadinanza solidale era fondata su un contratto di coproduzione del reddito che avrebbe impegnato istituzioni e beneficiari,sarebbe stata una mobilitazione di “ rete”,avrebbe abbracciato autonomie locali, strutture pubbliche e soggetti dell’economia sociale. Il tentativo era quello di determinare il distacco dal welfare precario e distorsivo proprio meridionale e dalle relazioni fatte con il “cappello in mano”. Era un programma fatto di politiche sociali tanto e che era affidato al dipartimento fino ad allora de