Non è a sottovalutare il coraggio dimostrato dal Sindaco di Venosa nel dare attuazione con tempestività e rigore alla messa in sicurezza dell’area migranti di Boreano. Non lo è perché intorno a quell’area si era organizzata una sorta di economia parallela da sfruttamento : materasso, posto letto, acqua, alimentari e via dicendo. Un mercato non trascurabile e che ora è messo definitivamente in crisi dai nuovi provvedimenti statali e regionali che passano la competenza ai prefetti e danno indicazione su come affrontare l’emergenza. Simonetti, che sul fenomeno, è stato uno dei portabandiera della legalizzazione e della sistemazione alternativa al far west di Boreano arriva ad esortare di far sentire il sostegno dell’opinione pubblica al primo cittadino di venosa, perché decisioni del genere non arrivano tutti i giorni.
“E’ stato coraggioso, dice Simonetti. Altri non hanno fatto nulla prima di lui. A Boreano restano le ceneri ed i rifiuti dell’ultimo incendio, mentre pochi migranti, in gran parte irregolari o espulsi restano nell’area. Occorre anche dare atto dell’impegno alla Croce Rossa che ha aperto il Centro di Venosa dove ci sono 33 ospiti provenienti da Boreano, due mesi prima dell’inizio della campagna del pomodoro. Sono volontari, il resto è cronaca di tentativi di mantenere la zona franca di Boreano e Le Mattinelle, come in Puglia Rignano e Nardo.” Con la firma del protocollo del 27 maggio , aggiunge il responsabile del coordinamento per le politiche sui migranti,tutto cambia. Adesso sono le Prefetture a coordinare le iniziative. Vorrei dire a caporali, bianchi e stranieri, associati pseudo tutori della ‘nuova ruralità’che, forse, una stagione è finita. Non si rassegneranno i caporali che l’anno scorso hanno ricavato molto (solo a Boreano oltre 1,5 milioni), ne quelli della casa gialla vicino a Le Mattinelle. Il coraggio del sindaco di Venosa e di tanti altri propone un percorso decisivo.”
