Tanto di cappello al commissario straordinario dell’Asi. In quattro mesi ha fatto quello che altri non hanno fatto in dieci anni, riportando le tariffe acqua ed energia al costo industriale dell’Asi, mettendo in esecuzione la delibera per il recupero crediti ( ci sono imprese che non pagano da dieci anni almeno) e togliendosi il peso di una manutenzione di strade e aree che facevano parte di una idea di espansione dell’area che praticamente prendeva tre comuni, Potenza, Vaglio e Tito, una infinità rispetto alla realtà economica che si è costruita. Ieri è stato deciso di passare ben 1 milione di mq di terreno alla città di Potenza, cioè di restituirlo alla titolarità della pianificazione .
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Il comune la rivendicava da anni, anche perché l’area industriale era diventata appetibile a quanti, con la scusa di finalità commerciali o direzionali, avevano trovato un bel sistema di non pagare gli oneri di urbanizzazione ,oppure di derogare ai metri cubi, prendendo a riferimento quelli per le attività industriali. Un sistema in cui parecchi hanno sguazzato. Il nuovo manager del Consorzio si è messo addirittura in testa di far pagare l’acqua alla Fiat, cosa che solo in basilicata è considerata scandalosa mentre in tutti gli altri stabilimenti viene regolarmente pagata al costo di produzione. Insomma per uno che è stato chiamato dal Governo regionale per tentare di salvare il consorzio industriale, c’è da dire che lo stipendio se lo guadagna . Ed ha appena cominciato. Quali aree verranno trasferite?. Tutte quelle che riguardano la trasversale ai piedi di potenza, ad eccezione dei nuclei industriali della Pittini e della Marcegaglia , l’area del Depuratore e il ponte Musumeci, su cui ora l’Amministrazione comunale può agire per dare visibilità alla nuova icona moderna della città. In questa nuova disciplina ricade anche il progetto di edificazione dell’ennesimo centro commerciale alla ex Magneti marelli, dove l’accordo con l’Asi aveva portato a 50mila metri cubi l’area da coprire con due soli piani. I soli oneri di urbanizzazione adesso saranno una cifra da capogiro. Insomma, della serie quando si scelgono le persone giuste. Prima l’invadenza della politica ha portato persone per anni ad amministrare in deficit, favorendo con tutti i mezzi possibili e immaginabili imprenditori per lo più della distribuzione e della vendita( visto che di industriale non è rimasto altro che i due opifici summenzionati), oggi non si bada ad amici e nemici e si cerca di coprire i buchi fatti nel passato, dal quale , ma veramente pochi, si salvano. R.R.
