Il giorno dopo che il freccia rossa è passato per Potenza, viene da pensare a tutti quelli che hanno preso il treno a volo, dimentichi dei pericoli che hanno corso nel tenere indietro la memoria. Tutti possono sbagliare ma non possono obbligare gli altri a ignorare quello che hanno fatto o scritto , peggio non possono mettersi a cavallo dopo aver sostenuto che non era un cavallo ma un asino. Fino ad aprile scorso, alcuni che oggi parlano di “svolta” e di “grande risultato per la Basilicata” si sono divertiti a sfottere l’allora assessore Berlinguer per questi “sogni infantili che non aiutano la comunità regionale e allontanano i veri problemi”. Scriveva a luglio del 2015 l’attuale assessore ai trasporti Nicola Benedetto: ....e come il bambino dello spot, lui (Berlinguer) sogna di vedere anche sulle tratte lucane il Frecciarossa 1000, il treno ad Alta Velocità in grado di viaggiare su tutte le reti AV d’Europa e di raggiungere la velocità massima di 400Km/h grazie ai 16 potenti motori distribuiti su tutte le carrozze”.“Così ieri al Tg3 Basilicata – continua Benedetto – (Berlinguer) si è lanciato in uno suo spot personale per dare prova della sua attiva azione di contrasto con Ferrovie Italiane. A differenza delle altre interviste e dei blitz sui vagoni ferroviari, questa volta si è superato nell’annunciare che viaggiare da Ferrandina a Roma in quattro ore sarà presto una realtà, come sarà presto possibile viaggiare in 3 ore e 25 minuti da Potenza a Roma.” Fin qui  la dichiarazione.  I due si sono poi incontrati a Ferrandina, il giorno in cui c’era la prova del treno e evidentemente si saranno chiariti.

Il consigliere Gianni Rosa è stato più morbido allora, come sobrio è stato adesso, nel non gioire e non soffrire per l’avvio del servizio di FrecciaMille. Allora  disse semplicemente: lui (Berlinguer) “Parla di velocità , facendo finta di dimenticare che la nostra linea ferrata non è mai stata rinnovata. È sempre la stessa dalla fine dell’Ottocento. Come pensa Berlinguer di mettere treni che raggiungono velocità di 250 km orari, su una strada ferrata sulla quale – domanda Rosa – non si possono superare gli 80 km all’ora? Come pretende di ‘accorciare’ le distanze con Roma se anche i pendolini già esistenti si fermano per minuti interminabili nelle stazioni lucane perché c’è una sola linea?“. Dubbioso ma corretto, nel suo ruolo di oppositore politico.

L’Assessore Braia, che oggi, tra i binari, è tra i più festaioli, quando era assessore ai trasporti ha individuato ( ed è una scelta legittima per carità) la Potenza- Foggia come la direttrice da potenziare anche con l’elettrificazioneTali interventi, fortemente voluti dalla Regione Basilicata, sono indispensabili sia al fine di garantire l’inserimento della Basilicata nella rete ferroviaria nazionale a trazione elettrica, chiudendo l’anello tra direttrice adriatica e tirrenica, sia per garantire il necessario elevamento degli standard prestazionali anche rispetto alla mobilità sostenibile e la qualità del servizio di trasporto offerto alla comunità lucana”.

Tutta la classe politica materana, da Bubbico a Latronico ad Antezza parlare di ferrovia era semplicemente parlare di Matera-Ferrandina e del prosieguo verso l’Adriatico. La Taranto-Salerno è stata improvvisamente scoperta come la via più breve per collegarsi col resto del Mondo e mentre il Sottosegretario Bubbico ha avuto lo stile di non accodarsi al coro di quelli che improvvisamente avevano ruotato di 90 gradi la direzione dello svilupppo ferroviario, gli altri hanno fatto a gare ad intestarsi almeno una carrozza. E nel profluvio di evviva, ce ne sono tanti che hanno finito la scorta di scetticismo e di ironia su quella che poi si è scoperta essere una buona intuizione di un dirigente dei trasporti al quale l’assessore d’allora e quello di oggi hanno saputo dare man forte. Giustamente il consigliere regionale Vito Giuzio ha sottolineato quanto sia avvilente questa corsa ad intestarsi la vittoria , da parte di politici e soggetti istituzionali che questo problema ,diciamo così, non l’hanno mai visto dalla parte giusta. Ma più che il problema specifico, sul quale il Governatore Pittella ha messo la parola fine con un tweet in cui dice dice lapidariamente  “ ringrazio tutti quelli che, con me, hanno creduto al successo di questa idea”, sembra giusto cogliere l’occasione semplicemente per dire che la politica che si aggroviglia sul personalismo, sull’io,senza riconoscere meriti altrui, senza coinvolgere persone nel successo, senza dare solidarietà negli insuccessi, senza fare squadra, è una politica senza qualità, che insegna e diffonde cattivi comportamenti.