Ci sono delle frasi rivelatrici che valgono più di tanti discorsi. L’assessore Coviello , che usa i social in maniera apodittica, risponde così ad un cittadino che si era permesso di dare suggerimenti all’Acta sulla raccolta differenziata : “a ognuno il suo, Lei faccia il cittadino che all’Acta ci pensa il direttore”. Bella democrazia e bella partecipazione civica! Evidentemente l’assessore Coviello usa il mezzo non per dialogare ma per specchiarsi, per dirsi ogni giorno quanto è bravo ( bello non credo). Ebbene, dopo aver osservato per mesi questa operazione della differenziata posso dire che la cosa non funziona e non funziona proprio per i problemi che i cittadini segnalano e che se fossero tenuti in considerazione potrebbero migliorare il servizio stesso. Dai post di oggi abbiamo letto una denuncia: i cittadini raccolgono in maniera differenziata e alcuni netturbini caricano i sacchetti in maniera indifferenziata sui camion. Cioè un lavoro per selezionare fatto per nulla. Quando abbiamo parlato di differenziata sporca, e di una piattaforma di conferimento che si sobbarca al lavoro di prevagliatura ( a proposito ma c’è un consigliere che si prenda la briga di chiedere se questo super lavoro è gratuito oppure è pagato), abbiamo esattamente parlato di correttivi a monte che debbono essere apportati. Così come il porta a porta  fatto davanti ai condominii con una  caterva di bidoni sotto ogni palazzo, oltre che essere un pugno nell’occhio per l’estetica della città, aumenta il lavoro in maniera esponenziale, dando l’impressione anche qui, che ,anziché pensare all’efficienza del servizio, si pensi a trovare nuovi posti di lavoro. Che può essere anche giusta e sacrosanta ma che può riguardare altri settori di attività da coprire con la Tarsu, ove proprio non si voglia restituire qualcosa ai cittadini che, come si sa, pagano il massimo della tariffa. Ma per dare un esempio di come sarebbe stato meglio mantenere l’organizzazione dei bidoni in ferro tradizionali, se pure divisi per tipo di rifiuto, ( c’e un modello a Venosa estremamente  funzionale) postiamo qui quello che si vede in cento metri di strada, a via vaccaro, per intenderci, a partire dall’edicola posta all’incrocio con Viale Dante fino al curvone che precede la farmacia, che una volta veniva chiamato semplicemente la “curva di castello”. L’esercizio che offro ai lettori è di contarli.

Ora, l’assessore Coviello, potrà pure dirmi che debbo fare il cittadino e lasciar fare le cose a chi le sa fare, ma mi viene il dubbio che, a lasciarli fare, questa città ce la ritroviamo in condizione di doverla…rifare. Come dire che siamo caduti dalla padella alla brace. Confesso di aver sopravvalutato l’Assessore Coviello. E’ uno che ci mette l’anima nelle cose e si muove come un dannato per affrontare i problemi. Ma qualche volta, oltre all’anima ,ci vuole il cervello e l’intelligenza per capire che in certe cose bisogna essere duttili, capire in tempo gli sbagli, fare marcia indietro. Invece abbiamo l’assessore che è monomarcia e sta sbattendo contro l’evidenza. ROCCO ROSA