Alfredo Viviani, negli anni venti, Rocco Mazzola negli anni cinquanta, Vincenzo Rosito negli anni sessanta e Donato Sabia negli anni 80, sono stati gli atleti simbolo che hanno rappresentato e fatta conoscere la città di Potenza in Italia e anche nel mondo intero.
Come si fa per rappresentanti della storia locale e nazionali, personaggi della cultura tout court o delle arti, alla stessa stregua, il gruppo di tifosi del Potenza, “cuori da leone”, crede di dare pari dignità a chi ha speso una vita per raggiungere traguardi importanti nello sport della nostra città. Nell’immaginario popolare, sopratutto degli adolescenti testimoni del tempo, essi hanno rappresentato dei miti, degli eroi che ci hanno regalato gioia, emozioni e medaglie. Come sappiamo, essi, non muoiono mai, hanno conquistato i nostri cuori: le loro gesta si tramandano di generazione in generazione oralmente o per iscritto. Creare dei luoghi simbolo in città, come già è stato fatto per alcuni, rappresenta un riconoscimento ufficiale di una città alla memoria dei protagonisti e di ciò che essi hanno rappresentato.Si, lo sport, è anche veicolo promozionale e culturale per la città. Prima, più di oggi; prima, durante e dopo il dopoguerra, la città di Potenza incastonata tra le montagne e con poche strade e l’unica ferrovia esistente: dai tracciati ripidi ed impervi su tratti peraltro franosi, era poco conosciuta nel resto d’Italia. Grazie al pugile Rocco Mazzola, ma sopratutto al Potenza calcio dei fatidici 5 anni di serie B, è balzata alle cronache della RAI e dei quotidiani nazionali.
Vincenzo Rosito, di recente scomparso nella sua Firenze, dove era nato 81 anni fa, per sette anni ha deliziato la tifoseria della città, in concomitanza degli anni del maggior splendore che il calcio potentino abbia mai raggiunto: cinque anni di serie B raggiungendo sempre risultati ragguardevoli di classifica. Rosito ha giocato anche nei due campionati che il Potenza ha vinto per raggiungere la B : serie D e la serie C nel 1963. Ricordato dai tifosi col numero 11 e la fascia di capitano cuciti sulla pelle, con sette campionati alle spalle , tutti da titolare, è stato il calciatore più longevo tra i professionisti della storia del leone rossoblu.
A seguito della sua recente scomparsa, il “gruppo cuori da leone”, gli ha dedicato uno spazio teleradiofonico nel consueto appuntamento settimanale del venerdì: ” Potenza nel cuore” su tvradioweb Potenza. Nel corso della trasmissione, ospite l’assessora allo sport Patrizia Guma, alla quale il gruppo cuori da leone ha formulato la richiesta di intitolare la sala stampa dello stadio Viviani a Vincenzo Rosito. L’ assessora ha recepito e si è mostrata possibilista sul fatto che la richiesta venga accolta. Naturalmente solo dopo avere fatto tutti i passaggi istituzionali e verificato il consenso politico dell’amministrazione comunale.