Siamo alla vigilia di una svolta storica per il Mezzogiorno e per la Basilicata ma non sembra che se ne percepisca la portata e tutto scorre nella drammatica quotidianità di chi aspetta che le cose si risolvano da sole. Un fatalismo che è il figlio degenere di una partitocrazia e di un leaderismo, con classi dirigenti locali che, salvo rare eccezioni,  affidano ai capi le decisioni importanti riguardo ai territori e che vivono  come quei giovani il cui orizzonte è la paghetta quotidiana per il divertimento. Ci vorrebbe una scossa , ma forte e delle volte c’è l’impressione che non c’è shock che possa  svegliare il Sud dalla catalessi in cui è precipitato.  L’Europa chiede una politica per il Sud, il Governo promette ma fino ad oggi è uscita solo una ipotesi di riduzione del costo del lavoro, a fronte di tante belle idee che sono circolate sui giornali e che non si fermano, nero su bianco, su provvedimenti, a partire dalla fiscalità particolare per le Zes , all’alta velocità, i cui effetti si vedranno se tutto va bene fra cinque sei anni, al superbonus per l’Italia intera. Manca , come si vede, una strategia organica, un pacchetto di proposte omogenee sulle quali far confluire le decisioni governative , sia in direzione di una attivazione immediata di misure atte ad incentivare i settori che sono già in condizione di produrre e di esportare ( agroalimentare, export  ) sia verso quella dell’insediamento di  nuove attività legate a cicli di lavoro non obsoleti e a prodotti nuovi, per non ripetere gli errori della industrializzazione del post-terremoto. L’Assessore Cupparo, con l’esperienza propria dell’imprenditore self made man, alcuni segnali li ha dati, il primo tra tutti la volontà espressa di mettere insieme tutti i veri players imprenditoriali della Basilicata, FCA, Ferrero, Barilla, Eni, Total, Amaro Lucano, Natuzzi e il polo del mobile, Di Leo,  Bawer, Orogel ed similia ecc. per concordare un piano di rilancio dell’occupazione, attraverso una serie di strumenti nazionali e regionali da far funzionare simultaneamente. Mettere insieme incentivi per la Zes, fiscalità per le aree del Sud, riduzione del costo del lavoro, formazione da affidare direttamente al Consorzio di Imprese, ricerca per mettere in sintonia Università e centri lucani con le nuove esigenze produttive, significa determinare uno shock decisivo per un nuovo ciclo industriale che veda i protagonisti più affermati sulla scena regionale in condizione di produrre nuovo lavoro e nuova occupazione di filiera. Se ci mettiamo anche una revisione del reddito di cittadinanza e una assegnazione alle imprese per il triennio della quota spettante al disoccupato in cambio del posto di lavoro, e se ci mettiamo una modernizzazione delle aree industriali con servizi innovativi (tipo banda larga, assistenza all’export,sportello semplificato delle attività produttive)  potrebbe partire dalla Basilicata un progetto in grado di determinare veramente la svolta storica cui si accennava all’inizio. Caro Bardi, caro Cupparo ,mettete sotto i cervelli e prendete in mano le redini del territorio, indipendentemente da quello che a Roma pensano o vogliono fare. Arriverete preparati all’appuntamento e in grado di fare i protagonisti e non gli spettatori.  Rocco Rosa