Il sud si organizza per una risposta alta alla pressione che alcune Regioni del Nord sul Governo perché acceleri l’approvazione delle leggi di autonomia differenziata. Non solo ci vuole una discussione in parlamento, ma bisogna prima chiarire le questioni fiscali ed erariali, e cioè una redistribuzione delle risorse in funzione delle esigenze di tutti i cittadini , considerati uguali nella fruizione dei servizi essenziali. Il referendum ha un valore politico : è un alto là a provvedimenti frettolosi e che rischiano di spaccare profondamente il paese.A Napoli il giorno 13 in una pubblica manifestazione il referendum sarà lanciato ufficialmente sulla base di questo manifesto di intenti:
Non avere attuato tempestivamente la lettera m. del secondo comma dell’art. 117, sul livello essenziale delle prestazioni concernente i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, è stato un atto di miopia politica e di debolezza istituzionale. Bisogna determinare le condizioni perché questo adempimento costituzionale sia inevitabile ed avvenga subito, prima che i processi distorsivi si accentuino in modo irreversibile ed il Paese venga vulnerato nella sua unità sostanziale. Le prediche non bastano, occorrono i fatti.
Il percorso che il Movimento Italia Mediterranea intende avviare è il seguente:
- A) Promuovere un referendum abrogativo di parte del comma 2 art. 1 del dlgs n. 216/2010 che riguardano la definizione transitoria dei fabbisogni standard; ed un referendum abrogativo di parte del comma 449 lettera c della legge 232/2016, sul dimezzamento della perequazione comunale.
Lo scopo di queste abrogazioni è determinare le condizioni necessarie ed urgenti per la definizione della (livello essenziale delle prestazioni) come atto legislativo preliminare agli altri. Governo e Parlamento possono utilizzare i poteri di urgenza che sono nelle loro disponibilità anticipando la verifica referendaria.
- B) Avviare la costituzione di
un comitato nazionale per la raccolta delle firme necessarie e di un gruppo di lavoro per la formulazione dei quesiti referendari.
- C) Avviare la costituzione dei
comitati regionali per ciascuna delle Regioni dell’Italia Mediterranea per la definizione dei referendum regionali sulla attuazione federativa dei poteri di legislazione concorrente sancito dal comma 3 dell’art. 117 della Costituzione, e per le conseguenti leggi di iniziativa popolare secondo le norme statutarie di ciascuna Regione.
Passare da un diffuso insieme di tessere di un mosaico incerto e diviso , come è oggi il Mezzogiorno, ad un sistema che vuole diventare omogeneo ad un soggetto di sviluppo euromediterraneo, è una grande sfida che merita l’impegno di più generazioni.
Claudio Signorile