L’indagine “Gli italiani e le discriminazioni” di Amnesty e Doxa prova a “fotografare il pensiero dei nostri connazionali” su alcuni fenomeni. Bullismo e violenza di genere sono avvertiti in crescita da almeno 6 italiani su 10. Mentre sono due su dieci a sentire discriminate le coppie dello stesso sesso. Al via la campagna per il 5 per mille
| Foto Marco Simonelli/Amnesty International |
Per 6 italiani su 10 la violenza sulle donne è aumentata in questi ultimi anni e sempre più spesso si sentono notizie in cui si parla di femminicidio. Ma se fra le donne la pensa così quasi il 70%, fra gli uomini la percentuale arriva solo al 50. Per il restante 40% di italiani il fenomeno e’ rimasto invariato, anche se pensano che su social media e giornali se ne parli di piu’ (anche in questo caso, a minimizzare sono gli uomini: risponde cosi’ il 47% contro il 30% delle donne). E’ quanto emerge dall’indagine di Amnesty International in collaborazione con Doxa “Gli Italiani e le discriminazioni” realizzata per capire come i nostri connazionali percepiscono alcuni particolari fenomeni, indicati con i termini di “violenze di genere” o “femminicidi”, “omofobia” e “bullismo”. Lo studio, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta (18-70 anni), e’ stato presentato oggi dall’Organizzazione che dà così il via alla campagna di raccolta fondi con il 5×1000.
Nella realtà, afferma il rapporto di Amnesty, nel 2017 sono stati commessi 355 omicidi, di cui 140 indicati come “femminicidi”. Sebbene il numero degli omicidi sia diminuito dell’11% rispetto al 2016, e del 25% negli ultimi 4 anni, il numero dei “femminicidi” è rimasto invariato. Altro fenomeno in crescita, secondo 7 italiani su 10, è quello del “bullismo”. Quasi la meta’ degli intervistati (45%) pensa che si sia verificato un incremento del fenomeno proprio a causa della grande cassa di risonanza fornita dai social media. Un ulteriore 26% crede che la crescita sia dovuta al costante clima di incitamento all’odio e alla discriminazione presente sui media. Per 1 italiano su 4, invece, il bullismo è sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce. Secondo i dati reali in Italia, un ragazzo su 2, tra gli 11 e i 17 anni, ha subito episodi di bullismo e circa il 20% ne è vittima assidua, cioe’ subisce prepotenze più volte al mese.
| Foto Marco Simonelli/Amnesty International |
La legge che istituisce le unioni civili per le coppie formate da persone dello stesso sesso, approvata a maggio 2016 dal Parlamento, e’ considerata come un passo di civilta’ da 1 italiano su 2, che vede un reale cambiamento nei diritti delle persone omosessuali negli ultimi anni. L’86% degli italiani pensa che le persone omosessuali debbano avere gli stessi diritti degli altri. Un italiano su 5, nonostante i progressi fatti, pensa che le coppie omosessuali siano ancora vittime di omofobia.
Le indagini disponibili – afferma Amnesty – dicono che il 40,3% delle persone Lgbti afferma di essere stato discriminato nel corso della vita, il 24% a scuola o in universita’ mentre il 22% sul posto di lavoro. In molti casi, secondo le denunce, discriminazioni in tal senso avvengono già tra i ragazzi.
“Le discriminazioni, in ogni loro forma, sono ancora oggi all’ordine del giorno e sappiamo che c’e’ ancora tanto da fare – dichiara Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia – La nostra organizzazione si impegna quotidianamente per contrastare questi fenomeni, sensibilizzando l’opinione pubblica e le istituzioni e creando progetti specifici. I risultati della nostre azioni iniziano a vedersi e questo viene confermato dall’indagine Doxa, in cui emerge una maggiore consapevolezza dei nostri connazionali che vedono un cambiamento o, quanto meno, si iniziano a rendere conto del problema”.
| Foto Marco Simonelli/Amnesty International |
Anche quest’anno Chef Rubio ha deciso di schierarsi al fianco di Amnesty International a sostegno della campagna e della lotta alle discriminazioni: “Per il secondo anno di seguito confermo la mia scelta a sostegno di Amnesty International perché la tutela dei diritti umani riguarda tutti noi ed é fondamentale continuare nelle grandi battaglie per affermare i diritti di chi non ha voce, sia in Italia che nel mondo- dichiara Chef Rubio, cuoco non convenzionale artefice di significative ricette di solidarieta’ per persone e situazioni disagiate: dal ‘Pasto Sospeso’ per migranti e indigenti, ai tutorial di ricette in lingua dei segni per i sordi, alle lezioni di cucina in carcere per i detenuti – E’ vero che alcuni passi avanti sono stati fatti, ma non basta. Bisogna lottare ogni giorno, combattere le ingiustizie e proteggere chi ne è vittima. Tutti possiamo fare qualcosa per un mondo più giusto e senza discriminazioni. A cominciare da me, dal mio impegno personale da semplice individuo e poi da personaggio pubblico per promuovere e difendere i diritti e le liberta’ civili: donare il 5×1000 ad Amnesty International e’ un primo passo che, tra le altre cose, non ci costa niente ma puo’ fare tanto”.
REDATTORE SOCIALE
