ERIKA MARCONATO

E’ nata nel 1985 in Veneto. I libri la accompagnano fin da bambina e ha passato gran parte della sua vita a leggere, prima di decidersi a scrivere. Nel tempo libero va a caccia di posti dove bere il caffè, cucina e frequenta gruppi di lettura. Ha un sito cui parla di libri e di lettura.

Com’è il meridione visto dal nord Italia?

Da piccoli è solo un insieme di pallini in una mappa sbiadita. “Sicura che il Molise sia parte dell’Italia meridionale?”. Ancora sento la voce della maestra mentre fa quel tipo di domande o snocciola le città del sud: Bari, Cosenza, Foggia, Matera, Macerata, Napoli, Palermo, Potenza, Teramo e Terni. Luoghi che per trenta seienni veneti sono suoni vuoti, senza identità, senza volto. Hanno la stessa realtà di Narnia, Hogwarts o della Contea, ma senza le meravigliose avventure.

Nella mia linea temporale, dopo poco, il Sud smette di essere un luogo mitologico: l’insegnante di educazione tecnica è meridionale, così come la signora gentile del panificio. Lo dicono gli adulti. Scopro pian piano che il meridione è più reale di quello che credevo, dopotutto non conosco nessuno da Narnia. Ancora non so che le due signore in questione vengono da due sud diversi. Realizzerò un pochino più in là negli anni che IL sud è una menzogna: esistono I sud, posti, regioni, tradizioni diverse e uniche. Solo dal lontano nord possono sembrare tutte uguali. Suonare tutte simili. Vengo smentita da Enrico, comico romano, che viaggia per lo stivale con la voce, raccontandomi di diverse lingue, suoni, realtà.

Man mano che il mio mondo personale si allarga, i sud si riempiono di facce, di storie. I puntini diventano nomi. Mariuccia-Lecce, la mamma di un compagno di università che a cena mi fece gli spätzle. Tommaso-Benevento, “perchè voi al nord non capite che per noi spostarci è normale”. Chiara-Caltagirone, emigrata al nord per amore. Andrea-Palermo, il tipo di persona che fa da ispirazione a chiunque lo conosca. Michele-Molfetta, artista conosciuto come Caparezza. Giobbe-Napoli, comico. Persone note solo a me o note a tutti compongono man mano una mappa alternativa, più reale forse, ma ancora composta da puntini isolati, seppur collegati.

Come vedo ora il sud Italia?
Lo vedo come un insieme di progetti. Orange fiber, che trasforma gli scarti degli agrumi in tessuti. Libera, che combatte la mafia un campo per volta. Blackshape aircraft, azienda pugliese che produce eliveicoli in fibra di carbonio. Lo vedo come un insieme di artisti. I già citati Caparezza e Giobbe Covatta. Casa Surace, che raccontano com’è vivere al nord per i meridionali. The Jackal, autori di Lost in Google. Camilleri, celeberrimo autore siciliano. Helios, street-artist salernitano. Lo vedo come un insieme di persone: agli amici già citati, se ne sono aggiunti molti altri e succederà di nuovo in futuro.
Lo vedo come un paniere di saperi, sapori e sapienze. Lo vedo come una cornucopia di scoperte. Lo vedo come un insieme di interessanti sfide e avventure decisamente più reali ed affascinanti di quelle di Aslan, Potter o Frodo.

Immagine di copertina: by http://maps.bpl.org – Veduta d’Italia, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10302023