Leonardo Pisani
È uscito da poco: Dalla Costituente allo Statuto regionale. Riflessioni sulla Basilicata del secondo dopoguerra, Milano, Franco Angeli. Gli autori sono: Gb. Colangelo, P. Dell’Aquila, T. Russo, R.M. Salvia. Per ammissione degli stessi il libro non è <<una storia della Basilicata in sedicesimo>> sebbene affronti 30 anni di storia regionale (1946-76).
Zotta
Il dibattito è ricostruito da Colangelo con puntigliosità e ricchezza documentale. Legato ad esso c’è il saggio di Dell’Aquila che esplora con passione l’Ass. Reg. Cultura e Formazione con tutte le attività svolte e il ruolo propulsivo di taluni assessori (Savino e Pittella). Sotto i riflettori di entrambi prende luce il grande nodo di quella discussione in Costituente ossia il rapporto tra Stato e autonomie locali, tra poteri centrali delegabili e poteri periferici autonomi. Con questi due contributi termina la prima parte del volume. La seconda parte ha al centro il destino toccato al Mezzogiorno e alla Basilicata, quando nel biennio 1946-47 si discusse nelle Commissioni del Ministero per la Costituente del futuro di questa zona del Paese. Russo non ha dubbi. In quella circostanza venne tenuta a battesimo la politica dei due tempi. Prima la ricostruzione al Nord poi lo sviluppo del Sud. Solo che, continua Russo, a distanza di oltre 50anni il divario Nord-Sud si è acutizzato e di questa parete della Penisola non ne parla più nessuno. Altri passaggi ricostruttivi nel suo contributo riguardano il ruolo avuto dalle minoranze nel tessuto regionale.
