Proprio il voto negativo del comune di appartenenza del Presidente Guarino, conferma come non basta il buon governo e la capacità di relazioni istituzionali che vanno oltre gli schieramenti ideologici e di cui dobbiamo dargli atto , semmai conferma, come appare evidente in altri casi, che a volte la mediocrità e la litigiosità, pur non portando effetti e risultati positivi alla comunità amministrata, crea le condizioni per una continua ricerca di equilibri su assetti gestionali personali. Tutto ciò spesso accade con inciuci e asservimento di potere, come accaduto al Consiglio regionale lucano o come potrebbe accadere al Comune di Potenza con servizievoli e silenziosi apporti numerici. Quello di cui la Basilicata non ha più bisogno, anzi, deve prenderne atto e girare pagina.
Non serve immaginare equilibri di sigle o di aggregazioni di aree e poli convergenti, ma necessariamente misurarsi su temi e questioni con cui le nostre genti lucane e italiane fanno i conti tutti i giorni, andando a ritirare la pensione, a fare la spesa, andando negli ospedali o in farmacia. Eppure il gioco che si va prospettando è quello di abbattere l’amico più che l’avversario politico mettendolo in un angolo oppure lasciarlo solo”. Poi Molinari aggiunge: “Ora è il momento di svoltare, superare i personalismi e gli egoismi che i numeri elettorali, in specie a noi del Csx, dicono poco o nulla, come potrebbe accadere proprio nelle prossime elezioni del Presidente della Provincia di Potenza (dove si gioca a chi la spara più grossa preparando candidature deboli in contrapposizione per dividere ancor più e non unire), a quelle politiche e subito dopo a quelle Regionali anche qui attraverso un gioco di pedine che si scambiano i ruoli mutuando le postazioni è mai aprendo il campo a nuove energie. E infine, il tema del cosiddetto “campo largo” appare già superato dalle tentazioni scissionistiche di chi aveva aderito ai 5Stelle e in Basilicata sfruttato l’onda per eleggere una super rappresentanza parlamentare o da chi ha costruito nuove sigle e si accontenta di eleggere un consigliere comunale barattandolo per grande successo del suo movimento. Con queste leggi elettorali si esce vincendo, solo attraversando la società lucana e italiana con lo spirito e l’animus di chi si presta al servizio dei suoi bisogni e non mutuando vecchie abitudini che puntualmente l’elettorato residuo (quello che ancora oggi va a votare) abbatte. E allora allargare i confini delle proprie coalizioni ed alleanze più che porre limiti di simpatie personali, considerare, parlare, riflettere, aprire un sereno confronto, sono i cardini su cui dobbiamo muoverci nell’immediato”.
DALLA MANCATA RICONFERMA DI GUARINO UNA LEZIONE A TUTTA LA POLITICA LUCANA
