Che il bilancio del Comune di Potenza passasse senza difficoltà ed ostruzionismi, nonostante la presa di distanza dal Pd dall’amministrazione De Luca, era nelle previsioni. Le tappe della resurrezione erano segnate dalla chiusura della procedura di ripiano del dissesto e, tra il contributo notevole della Regione e la capacità dell’Amministrazione di trovare risparmi in settori nei quali si era largheggiato in passato, si è portato a conclusione il percorso in salita. Dal 2019 dovrebbe partire una amministrazione con meno vincoli e con la capacità, sia pure abbastanza ristretta ,di tornarsi ad indebitare per mutui ecc. Con l’approvazione dei documenti contabili, viene cancellato anche il grande alibi di questa Amministrazione comunale, che era quello di non poter far nulla per la città, per le difficoltà economiche evidenti. Un falso alibi, come abbiamo detto in altre occasioni, perchè il pensare sicuramente non costa e l’agire alle volte costa poco. Uno degli esempi dell’agire con pochi soldi è arrivato dall’assessore Falotico che più che alla cultura è sembrato votarsi all’animazione e alla rianimazione della comunità, mettendo in atto centinaia di iniziative e creando una continuità nella fruizione di cultura, eventi, spettacoli che hanno avuto il doppio effetto di sostenere i giovani talenti e di interessare l’utenza comunale. Quanto al pensare, non è uscito niente che facesse intravedere una strategia di rilancio della città, sia pure con la gradualità imposta dalle finanze. Non si è parlato di niente, che non fosse una gestione ordinaria dei servizi dei quali alcuni sono indubbiamente migliorati , vedi il sistema dei rifiuti, altri sono peggiorati, vedi i trasporti, la viabilità. Se dovessi , da cronista, dire qual è l’idea di città che questo Governo comunale ha in testa non saprei dirlo, semplicemente perché non ci è stato detto niente né sul centro storico, il grande problema della città, né sui servizi, né sul rapporto con il territorio-comprensorio. Agli sbagli del passato, frutto di un protagonismo più politico che amministrativo del precedente Sindaco, c’è l’inconsistenza progettuale di un presente politico che, tolto qualche buona eccezione, è incapace di uno sguardo lungo. Può darsi che mi sbagli e che, oggi che è fuori dall’assillo dei conti, il nostro Sindaco possa dire: non è vero che non ho un progetto. Farò questo e quest’altro e porrò le premesse per una città che dai tempi di Fierro è andata sempre scendendo scendendo. E toglierò dal viso dei potentini quella espressione di delusione che ancora, nonostante gli sforzi che ho fatto, continua a persistere. Rocco Rosa