E’ stato un po’ azzardato l’esordio  del Sindaco di Matera De Ruggieri alla presentazione del bando di sperimentazione del 5 G in altrettante città italiane. Dire che Matera si afferma come laboratorio, fucina per il futuro,  è tutt’al più una speranza non certo una constatazione. Se di fucina si tratta, finora il fuoco è rimasto spento  ed è sembrato un laboratorio più in via di sfratto che in condizione di operosità. Due anni completamente persi per la città e tuttora una situazione che non lascia presagire nulla di buono se non un percorso ad ostacoli, l’uno più proibitivo dell’altro.  La verità è che le cicatrici di una violenta campagna elettorale non sono rimarginate anche perchè è diventato costume ,nella politica di oggi,  scavare fossati così profondi che riempirli diventa complicato: rancori, odi, vendette, ambizioni personali, tiri alla fune finchè uno cade, da una parte o dall’altra. Lui, De Ruggieri era stato rapito dalle sue cose: cultura, mostre,conferenza .Zetema , perché figura estremamente rappresentativa e buono per essere portato in processione al palazzo di città, ma , arrivato lì, si e trovato in piena giungla politica,  privo di machete e a piedi scalzi, e con un sacco di pericoli striscianti. Ce l’ha messa tutta , ma è stata una caduta dopo l’altra , la più rovinosa delle quali l’idea, fortunatamente abortita, di rovinare la veduta dei Sassi dalla piazza. Questo non è da lui, perché almeno su questo si sarebbe dovuto alzare e buttare qualche sedia in testa a chi l’idea l’aveva avuta. Ha ereditato cose pesanti, per la verità (vedi il casino padula ed il casino sic et semplice dei rifiuti) ,ma ha lasciato fare , si è fidato e lo hanno esposto oltre misura, facendogli fare qualche anno di vecchiaia tormentata. Adesso è con le spalle al muro: tradito da poersone che ogni giorno vogliono una cosa nuova, come se fossero al Comune per prendere e non per dare, è costretto a chiedere una giunta di solidarietà municipale, in vista dell’appuntamento del 2019. Ci sarebbe bisogno di persone capaci di correre, di avere contezza di tutto, di avere autorevolezza rispetto alla pigra burocrazia municipale, di avere un passo più veloce degli altri. Ma anche questa ripartenza è sbagliata, perché gli altri lo vogliono trascinare in una agone partitico, alcuni con spirito di rivincita, altri alzando la posta oltre misura.  L’ex Sindaco gli chiede le dimissioni formali, quasi a certificare il fallimento, e lui risponde cercando di trattare con una parte anziché con l’altra, la stessa operazione che ha fatto De Luca a Potenza, riuscendovi. Ma le ciambelle non sempre riescono, primo, perchè la politica a Matera è più brutale e cinica che a Potenza e, secondo, che la situazione in consiglio comunale è diversa rispetto al capoluogo di regione e non si può passare così facilmente schieramenti diversi. Se masticasse di politica, dovrebbe alzare il tiro, dimetersi, chiedere al Consiglio comunale chi ci sta e dettare le condizioni per starci lui per primo, e poi se ci sono le trattative , farle con la trasparenza chiamando la città a registrare passo per passo le posizioni, con chiarezza e senza il linguaggio politichese: cosa fare, come farle, come scegliere gli uomini, come seguire le situazioni. Un direttorio per la città in vista dell’Evennto. E se prendono tempo, se portano ogni giorno una scusa, se vogliono trattare sottobanco, butti iol tavolo all’aria e se ne vada. Avrà recuperata tutta la dignità e la sua funzione di servizio alla comunità verrà rinobilitata e ricordata. Non si lasci portare dietro la tenda del teatrino: sono pericolosi!