di IDA LEONE

Lo so, ci sono almeno un ossimoro e un paradosso, in questo titolo. Ma quanto è accaduto la sera del 4 agosto è racchiuso proprio lì, in questo strano titolo. Il porto di Potenza è un paradosso a cui si è ispirata l’intera organizzazione della Notte Bianca del Libro, un evento che ha mobilitato per il secondo anno di fila associazioni e cittadini di Potenza per l’organizzazione di micro eventi che avessero come tema i libri, la lettura, la cultura in genere. Il porto accoglie, il porto è sinonimo di casa e sicurezza, di salvezza dalla tempesta. E Potenza prova ad essere porto, gemellandosi idealmente, per il 2016, con due città di mare straordinarie quali Napoli e Marsiglia, e recuperando una antica tradizione di accoglienza e ospitalità per la quale i potentini (ma i lucani in genere) “prima ti danno da mangiare e bere, poi ti chiedono chi sei, da dove vieni e dove vai“, come avrebbe detto la mia bisnonna.

“Deserto fertile. Favole poesie e racconti dal Mediterraneo” è l’evento a cui ha lavorato l’Associazione RosaeRubrae, cui mi onoro di appartenere. Insieme a noi, amici cari, co-creatori di magia: Giampiero D’Ecclesiis (che ha raccontato la serata nel suo accattivante stile), Amina Sansone che ci ha ospitato per una anteprima nella sua libreria, Giovanni Pelliccia, le deliziose ballerine di danza del ventre, gli infaticabili Paolo e Giuseppe Fedele da Tricarico, arrivati a Potenza con un impianto di amplificazione e un regalo immenso: il maestro Antonio Infantino, la cui sola ieratica presenza è stata per noi motivo di orgoglio e piacere. Abbiamo avuto la soddisfazione di un pubblico folto, attento, partecipe: segno che il tema scelto, l’illustrazione di un Islam “altro”, di una cultura araba fatta di poesia, passione e comune sentire mediterraneo, è stato percepito come importante e interessante.

A causa della organizzazione di “Deserto fertile” non ho potuto, se non molto tardi, fare un giro per il centro storico e verificare di persona come la serata procedeva: certo c’era un bel po’ di folla in giro, fino a tardi; moltissimi giovani, ma è possibile che ci siano tutte le sere, ormai anche la nostra cara vecchia via Pretoria e le aree limitrofe si sono date alla movida (ed è bello che sia così) con una moltiplicazione esponenziale di locali e localini del cui numero non finisco mai di stupirmi (felicemente). Ciò nondimeno, mi ha un po’ lasciato perplessa la scarsa curiosità della istituzione comunale nel suo complesso, che forse avrebbe potuto provare a fare un giro per visitare TUTTI gli eventi in corso, magari dividendosi le zone. Alla fine, l’intero centro storico di Potenza si gira in mezz’ora: uno sforzo possibile, credo. Invece  ho come la sensazione che consiglieri ed assessori si siano concentrati su pochi eventi, quelli forse a maggior valore aggiunto di visibilità. Ma, come ho precisato, ero impegnata a far funzionare il nostro, di evento, il mio spirito di osservazione potrebbe essere stato tratto in inganno.

Siamo sempre convinti però che la strada intrapresa sia quella giusta: eventi dal basso, a costo praticamente zero (l’intero evento di RosaeRubrae sarà costato forse 100 euro), e poco importa quanto compresi da chi di dovere. Come dice un mio amico, compagno di molte battaglie, il nostro scopo non è riempire secchi, ma accendere fuochi. E noi, il fuoco di mille candele, la sera della Notte Bianca del Libro, lo abbiamo acceso.

Le foto sono di Lorena Vaccaro