BY DINO DE ANGELIS
Io li ho visti. Ho fatto finta una volta di andare al bagno e poi sono rimasto li per vedere cosa succedeva nel post spettacolo. Riunione segreta. Strategie.Erano tutti allineati e coperti, in fila ordinata, rispettando l’ordine, nessuna scomposizione, niente gambe fuori posto. Anche quando le accavallavano, stavano bene attenti a non invadere lo spazio in avanti o laterale.Ogni tanto qualcuno sbadigliava, ma stava attento a non farsi vedere, mascherando lo sbadiglio con un movimento di stretching facciale. Poi muoveva un po’ la testa avanti e indiè, e tornare in posizione.
Le frasi di chi gli stava vicino solo di segno positivo, incoraggiante.Dai dai, forza forza.
– Visto com’è bravo?
– Si si, ma ormai lo conosciamo, non sbaglia un colpo.
– Si, però hai visto che ricchezza espositiva? Migliora col tempo, è come il nostro buon vino lucano.
– La gente, il pluralismo, la dialettica dei confronti.
– Cosa importa, tanto poi facciamo sempre quel che ci pare (sorride, ma non si fa vedere. Una specie di sorriso interno).
– Scusa ma cosa vuoi dire, che non c’è una dialettica interna che alimenta il confronto, che stabilisce regole e disciplina e favorisce interscambi culturali e processi di svecchiamento?
– Tu sei rimasto uno sciocco. Si capisce da come parli. Oggi il vento è cambiato! Usi ancora gli stessi linguaggi da anni 70. Oggi c’è internet, la condivisione, i processi democratici si fanno in rete.
– E tutti quelli che ci criticano?
– Shhhh, ma sei pazzo? Ignorali, fanno bau bau, poi si acquetano. Vedi, quello che non capisci è un fatto semplice che fa parte strutturale della dinamica dei contestatori. Che poi, contestatori da queste parti, vabbè, comunque, quello che non capisci del processo di contestazione è che è anche normale, è fisiologico. Ma poi si ammoscia. La contestazione è come un rapporto sessuale: mica lo puoi tenere a lungo! Capisci adesso?
– Ah quanto sei saggio.
Intanto da laggiù quello che doveva essere il masterchef, a dare istruzioni.
– Non sporcatevi le mani contro questi rumorosi contestatori da due soldi. Non dovete per forza rintuzzare. Abbiamo una nutrita schiera di uomini che ci sono fedeli: ci penseranno loro ad affievolirli. In fondo pensateci: ha molto più senso se è la stessa comunità ad annacquare le azioni di questi pochi illusi, invece che farlo noi. Il pallone si sgonfia meglio. Vi faccio un piccolo esempio. Se vengono delle persone nella vostra osteria e vi sembra che a loro non piaccia il vostro vino, chi è che può convincerli che il vino è buonissimo? È meglio che lo facciate voi o che lo facciano altri clienti?
Tra le sedie sguardi di ammirazione.
– Te l’ho detto. Con uno così andiamo come dei treni. E chi ci ferma più.
Niente male assistere a queste riunioni dove si pianifica del futuro, anche se sto chiuso all’interno di un bagno. Pulito, per fortuna. Bisognerebbe sempre capire cosa succede dietro quello che si vede, per afferrare la realtà delle cose. Niente è come sembra, se guardiamo solo la facciata.
A un certo punto uno si alza dalla sedia, stando attento a non far rumore, dito indice alzato, sguardo timido. Dal palco, il masterchef gli indica la strada con la mano. Accipicchia, viene dritto in bagno. Devo nascondermi meglio. Ci sono: lo sgabuzzino degli attrezzi. Speriamo faccia presto, tra poco la riunione continua. Non posso perdermi le conclusioni.