DUE MOZIONI APPROVATE IN CONSIGLIO, L’UNA SUL CONTROLLO DI UNA VASTA ZONA A MONTE DEL DEPURATORE CONSORTILE DI VIGGIANO, L’ALTRA PER IL CONTROLLO DELLE ACQUE DELLA DIGA DEL PERTUSILLO E DI TUTTE LE ALTRE DIGHE DELLA REGIONE

I recenti accadimenti nell’area di Viggiano, prima con la fuorisciuta di greggio nel terreno adiacente lo stabilimento COVA, poi con la preoccupante macchia di colore sul lago Pertusillo, poi rilevatasi un accumulo di alghe , hanno avuto una comprensibile ripercussione nel consiglio regionale, con una serie di mozioni presentate dai consiglieri e approvate all’unanimità dal Consiglio stesso. Quella di Giannino Romaniello impegna la Giunta “a predisporre un intervento straordinario di monitoraggio, preciso e puntuale, sull’intera area a valle del Cova”. In particolare si tratta di capire che cosa avviene a monte del Depuratore del Consorzio industriale, i cui addetti hanno notato sostanze oleose tanto da allertare le forze dell’ordine, Noe e compagnia dei carabinieri, che si sono recate sul posto provvedendo a sigillare e mettere sotto sequestro il pozzetto maleodorante situato appena all’esterno del perimetro dell’impianto in cui Eni tratta gli idrocarburi estratti in val d’Agri.“Il depuratore – si legge nel dispositivo – dista appena due chilometri dall’invaso del Pertusillo che, come è noto, fornisce acqua ad uso irriguo e potabile alla Basilicata e alla Puglia, destando non poche preoccupazioni per le conseguenze che ne deriverebbero per l’intera popolazione”. Una seconda mozione, firmatari i consigliere penta stellati Leggieri e Perrino,  e approvata all’unanimità impegna l’esecutivo a  “Effettuare per il tramite dell’Arpa Basilicata, dell’Università degli studi di Basilicata, dell’Ispra e dei servizi di igiene sanitaria, specifiche e dettagliate indagini chimiche e fisiche delle acque del Pertusillo, ivi compreso lo studio chimico-fisico dei sedimenti entro e non oltre due mesi dall’approvazione della mozione”. Con il documento si chiede, altresì, di “assicurare specifiche e dettagliate indagini chimiche e fisiche delle acque degli altri invasi della regione; di ripetere con cadenza periodica (almeno una volta ogni anno) le analisi sui sedimenti delle acque del Pertusillo e degli altri invasi lucani”.