by ROCCO ROSA

L’On. Pino Pisicchio non è un quisque de populo qualsiasi. E’un parlamentare con la maiuscola. Uno che ha presentato 400 proposte di legge, alcune delle quali di grande importanza. Ha fuso insieme le competenze di ricercatore costituzionale e di giornalista professionista ed ha reso la sua funzione legislativa fluida e comprensibile. Lasciamo da parte tutto il resto per dire solo che lui era allievo di Moro. Perché ne parliamo? Perché ieri sera ha presentato il suo sessantesimo saggio politico, dal titolo emblematico “ I Dilettanti”. Chi sono i dilettanti ? Sono il frutto del nuovo rinnovamento generazionale, che ha portato giovani e basta al Parlamento, senza nessuna arte né parte, nessuna preparazione, nessuna competenza legislativa. Ovviamente fatte salve le poche rare eccezioni. Non è un caso dunque se questi parlamentari si limitano ad ordini del giorno e mozioni, una specie di attività ispettiva fatta prevalentemente per fare uscire il loro nome sui giornali. In 20 anni , dice Pisiccio abbiamo fatto due rinnovamenti: uno sostituendo la classe dirigente partitica con esponenti dell’imprenditoria, della comunicazione, dello spettacolo , assistenti dentisti comprese; l’altra , made in web, che ha portato di tutto, purchè giovani e non compromessi col passato. Rispettabile scelta, quest’ultima, ma le cui conseguenze si vedono in una classe politica che ,ne avrebbe diritto, ma ancora non appare pronta per governare. Ora che siamo di fronte alla svolta costituzionale dobbiamo prestare attenzione alla nuova legge elettorale, perché è lì che o si fa il nuovo o si distrugge definitivamente la democrazia nel nostro paese. Ci vuole una legge sui partiti e la scelta di come far arrivare in Parlamento persone scelte dai cittadini e non dalle segreterie nazionali. Sulle altre cose poi il parterre si è diviso, con l’on.Potenza che ripropone il ruolo dei cattolici in politica, con l’on.Boccia che affida al Pd il compito di autorigenerarsi per moralizzare la politica ( è una parola!), con l’on.Speranza che considera molto pericolosa l’accoppiamento degli incarichi di capo del governo e segretario del primo partito.  Pino Pisicchio non dà ricette. Ne ha visto tante in questi anni che quasi quasi ha perso la fiducia. Per questo  il suo saggio   ha una saggezza in più.