| leonardo pisani
Cultura, beni culturali, cinema, associazionismo, volontariato, Fondazioni e altro, di questo e della complessa galassia del mondo culturale lucano parliamo con Dina Sileo, consigliera regionale eletta nella lista della Lega. Dina Sileo, di professione avvocata e specializza in diritto civile, diritto familiare, diritto commerciale e diritto sportivo. Docente di diritto ed Economia, impegnata nel sociale, è infatti socia Unitalsi dal 1999 ed ha partecipato attivamente all’emergenza terremoto in Molise e Abruzzo. È stata Componente del Consiglio Pastorale con delega Centro Caritas con cui nel 2017 ha avviato anche una collaborazione di consulenza legale volontaria. La consigliera Sileo ha avuto dal Presidente della Giunta Bardi la delega alle attività di promozione culturale e cooperazione internazionale. 1) Faccio una premessa per i nostri lettori. Io e lei ci conosciamo da anni e abbiamo più volte parlato di temi culturali, anche prima che lei diventasse consigliera regionale. Parto proprio da questo, io ero tra quelli che non volevano un assessorato alla cultura e l’ho scritto ma che fosse un settore di competenza del Presidente Bardi. Una delega specifica connota che la cultura ha un ruolo importante nella agenda del Governo Regionale? Direi che, essenzialmente, una delega che, per sua natura, definisce un perimetro chiaro di attribuzione di competenze che devono essere condotte in permanente raccordo diretto con il Presidente delegante, suggerisce almeno due aspetti importanti. Il Primo: il Presidente ha inteso rafforzare un presidio e non certo cederlo. Anzi, l’istituto della delega non è da intendersi la cessione di un comparto ma come strumento per attivare processi condivisi capaci di connettere gli operatori ed il mondo della cultura con il massimo vertice dell’esecutivo regionale. Se la si vede così, è una scelta di indirizzo e di attenzione alla Cultura che non ha un precedente in regione. Quindi, si. La cultura ha un ruolo importante nell’agenda regionale: se non fossi assolutamente convinta di questo non avrei accettato la delega conferitami. 2) Lei è stata delegata da pochi giorni dal Presidente Bardi, ma è già al lavoro. Saranno coinvolti territori, comuni, associazioni per definire le strategie per un rilancio del settore Cultura? Quando ci si confronta con il macrocosmo che chiamiamo Cultura è necessario assumere una posizione prudente e soprattutto umile. Umiltà che si esprime, prima di tutto, attivando processi di conoscenza diretta delle realtà operanti sui territori e comprensione del fenomeno di attivismo nelle sue svariate declinazioni. In tal senso è stato già attivata una procedura che coinvolgendo i Sindaci di ogni comune possa favorire un aggiornamento, se non addirittura il ri-censimento degli operatori attivi sul territorio regionale. Quanto alle strategie è necessario stabilire, in funzione delle realtà esistenti e delle condivise visioni di evoluzione dei fenomeni culturali, quali debbano essere gli obiettivi da perseguire su orizzonte almeno triennale. In tal senso siamo già a lavoro. La fase di ascolto e di conoscenza degli operatori attivi sarà decisiva per acquisire la consapevolezza necessaria alla adozione di scelte. E sceglieremo. 3) Il suo compito non sarà facile, poichè il Covid ha messo in ginocchio il settore culturale, la fruizione della cultura, niente mostre, cinema e musei chiusi. Dina Sileo prevede misure di sostegno non solo economico al settore? Le misure di sostegno, pure da ipotizzare nelle situazioni che si connotano con il crisma delle imprese culturali, non possono essere la risposta alla crisi del settore. La cultura, infatti, se pare ferma nella sua espressione di fruizione pubblica, è invece particolarmente attiva nella progettualità e nella pianificazione. In tal senso, mi pare, il sistema culturale più che di dispositivi di sostegno una tantum, necessita di essere garantito nella certezza delle regole che accompagnano e accompagneranno le partnership pubblico/private. Se sapremo costruire una vera affidabilità reciproca, il sistema culturale lucano potrà emanciparsi dal sostegno (inteso come contribuzione) e potrà contare sul concetto di partenariato, che è ben altra cosa. In questo, anche la Regione deve profondere uno sforzo importante per una riqualificazione filosofica alla base del rapporto con gli operatori della cultura. Partner e non controparti. 4) Scuole, fondazioni, parchi letterari , università e poi un patrimonio archeologico e artistico notevole. Insomma la Basilicata può affacciarsi al mondo e senza dimenticare il Mediterraneo? Se mai la Basilicata dovesse dimenticare il Mediterraneo avrà perduto la sua matrice identitaria più vera. Credo non accadrà mai. Tuttavia, anche il Mediterraneo, lungi dall’essere una mera dimensione geografica, deve essere oggetto di elaborazioni concettuali fruibili a livello planetario. A meno di questo si rischia la solita autocelebrazione. Rispetto al Patrimonio di cui la Basilicata dispone, con assoluta consapevolezza, dobbiamo ricordare che al pari delle altre regioni italiane, anche in questa nostra terra l’emergenza non è la dotazione monumentale. La vera risorsa a cui volgere l’attenzione è quella umana: la sola che può tradurre in valore reale il patrimonio materiale e immateriale. 5) Spartacus… Qualche giorno fa rivedevo la fiction sul gladiatore ribelle e sentivo sempre nominare la Lucania, ho rivisto un film anni 50 su Annibale e si citava spesso Venosa.. Io e lei abbiamo parlato spesso di cinema , le lancio una provocazione: perché non puntare anche sulla formazione nel settore e penso anche alle professioni artigianali che si sviluppano nel settore: dalla sartoria alla costruzione di interni, alla ricostruzione di manufatti dalle spade ai gioielli ecc ecc. Esattamente, come le dicevo, il primo elemento soggettivo che intendo portare a contributo delle politiche culturali regionali è la convinzione che il vero patrimonio da valorizzare è quello umano. In tale direzione la formazione specialistica, in grado di procurare i necessari know out richiesti dal sistema, può essere strategica. A proposito di Cinema, così come di ogni altro comparto, il tentativo deve essere quello di uscire dallo schema che, troppo spesso, riduce la regione a mera scenografia. La Basilicata deve tendere, perché ha le competenze per farlo, a diventare terra di produzione culturale. Questa la mia unica certezza attuale. Le altre le acquisirò incontrando gli operatori ed imparando da loro tutto ciò che ancora non conosco. Dopo tutto, nel mondo della Cultura, per definizione, non ci sono esperti. Ci sono, nella parte sana del sistema, gli appassionati consapevoli e gli addetti competenti. Mi iscrivo solo alla prima lista con umiltà ma anche con la consapevolezza di dover contribuire alla formulazione di una virata rispetto alle formule tradizionalmente adottate sino ad oggi. Formule che hanno portato comunque a risultati di rilievo ma che non sono più spendibili in un mondo che gira veloce e che, sempre di più, esige credibilità e permanente ricerca. |
DINA SILEO : LA CULTURA NELLA STRATEGIA DI CRESCITA DELLA BASILICATA

dina sileo, presidente IV commissione