by ROCCO ROSA

Ci sono storie e storie, storie di successo e storie di sconfitte, storie di chi cerca il successo e storie di chi, prima del successo, vede altre cose che danno significato ad una vita vera, la famiglia, l’amore per i figli, gli amici, la parrocchia. Sì, capita che andando la domenica a messa alla Chiesa di Betlemme, ti trovi ad ascoltare un tenore di eccezionali qualità canore: una voce calda, che sa vestirsi di tutte le tonalità, accarezzandoti l’anima e poi facendola vibrare, fino a scuoterla di emozioni forti. Conosci quella persona e capisci che lui il successo ce l’ha dentro, per come sa vivere anche fuori dal palcoscenico, anche in mezzo ad un coro, in una chiesa, facendo squadra, stimolando, pretendendo che gli altri migliorino l’interpretazione. Lui, Dino Lorusso, è un talento vero, quando canta, ma anche quando scrive. Insegnante, master in musicologia, diplomato presso l’Accademia di Mogol, ama la musica ma non la carriera a tutti i costi. Ha fatto suo il concetto che il canto può essere bello ed emozionante anche quando tratta di cose sacre perché è un mezzo che avvicina a Dio. E si è messo a scrivere e comporre canzoni religiose, piene, profonde che si inseriscono come fiori freschi nel repertorio sacro, come bimbi insieme agli anziani, come mani senza età che si stringono in chiesa nella interpretazione perenne dello stesso gesto di pace. Sono belle quelle canzoni, coinvolgono, prendono, soprattutto quando lui, Lorusso si mette al pianoforte e Filomena Laguardia, bravissima musicista, lo accompagna col suo flauto traverso. Cose che nascono in periferia, ma che avrebbero necessità di comunicazione, di supporto, di organizzazione. Perché oggi, grazie alle nuove tecniche, la periferia ha la possibilità di proporsi sulle più vaste platee delle metropoli , dentro e fuori i confini nazionali. E io l’ho ritrovato lì, Dino Lorusso, su you tube, con un repertorio ricco, che scandisce il suo percorso di crescita: Casa Sanremo, radio kiss kiss, l’incisione ei suoi inediti presso il Recording Studio Electric Touwn, la sua bellissima interpretazione di “una furtiva lagrima” di Donizetti. Si diverte e diverte, Dino Lorusso, senza sognare cose che pure potrebbe avere, se solo lo volesse.  Ed è incredibile il lavoro che il Coro Beata Vergine del Rosario di Betlemme, fortemente voluto dal precedente Parroco, Padre Massimo Poppiti, sta facendo per mettersi al passo di questo Talento, per ridurre la distanza  tra canto individuale e canto corale. In un anno, il maestro Antonio Ala, ha lavorato con dedizione e impegno, ma l’obiettivo è grande, e forse irraggiungibile: come si fa a porsi  all’altezza di quella voce calda e vibrante.? Cose che nascono in periferia, d’accordo, ma che non sono banali, valgono come e più di tante altre cose. E’ che questi spunti, questa creatività, queste virtuosità debbono stimolare la fantasie anche degli Amministratori. Perché non fare di Potenza un appuntamento annuale per quelli che scrivono di musica sacra, per i cori che cantano canzoni nuove, per i complessi musicali che si cimentano con nuove interpretazioni dei brani classici?. Perché non organizzare, magari, nella settimana Santa un appuntamento nazionale? Anche questo è turismo. E che turismo! Dario De Luca, è un suggerimento laico, il mio. Se proprio insisti, posso chiedere al compositore-tenore di farne un canto…… di preghiera.