E’ Presidente del Consorzio Teatri Uniti di Basilicata e dell’associazione Potenza Partecipa.
E’ l’uomo che ha portato Ligabue e Claudio Baglioni a Potenza (al Palabasento,NdA).
E’, come ci tiene a sottolineare, un operatore culturale “visto che in questa città risulta sempre alquanto difficile trasmettere l’idea di cosa si è di cosa si fa e su Dino Quaratino si è detto e si continua a dire tanto, tutto ed il contrario di tutto!”.
Lo incontro nel suo bell’ufficio con vista su Piazza XVIII agosto in una fresca mattina sul finire di questa bollente estate e mi sorprende da subito, non lo nascondo, con una loquacità che non sospettavo.
Consorzio Teatri Uniti di Basilicata. Come è nata questa idea?
Da almeno 10/15 anni mi frullava in mente l’idea di metter su una realtà che, in maniera imprenditoriale, avesse la chiara mission di valorizzare le realtà teatrali lucane alla luce, finalmente, della legge regionale sullo spettacolo (legge Regione Basilicata n.37/2014, NdA).
Legge regionale che ha coronato una tua persistente richiesta…
Si. Con l’insediamento del governatore Pittella, a sua precisa domanda su cosa servisse per lo sviluppo dello spettacolo dal vivo e delle attività culturali nella nostra regione, risposi che era giunto il momento, che il settore fosse finalmente disciplinato non più da una circolare ormai obsoleta ma da una legge organica che ne disciplinasse la materia.
Obiettivo raggiunto con la legge 37 del 2014?
Beh finalmente sono stati fissati con chiarezza non solo le linee guida su come accedere ed ottenere i contributi ed i finanziamenti regionali, ma anche una precisa regolamentazione del settore rivolta a premiare e valorizzare il lavoro di tutti quegli operatori dello spettacolo capaci di progettare e realizzare produzioni che ambiscono non solo ad un mercato locale ma anche nazionale e, perché no, internazionale.
Il Consorzio fa parte del progetto Matera 2019…
Certo. Tra le tante iniziative realizzate o in cantiere, stiamo elaborando il progetto per la costruzione di un “teatro ecologico”, fatto interamente di cartone compresso e con una capienza di 160 posti a sedere. La sede sarà ovviamente Matera ma non è escluso che possa essere e divenire itinerante.
E Potenza deve far parte del “progetto Matera 2019”?
Assolutamente si Rocco. Basta con la “ramificazione delle identità locali” (termine molto bello, NdA). Numericamente noi Lucani siamo meno degli abitanti di un quartiere di una città medio – grande. Certo dobbiamo rispettare le diversità ed i ruoli. Potenza è il capoluogo di regione e come tale deve “comportarsi” cercando di divenire quella città di servizi indispensabile non solo per Matera ma per l’intera regione. Ma, detto questo, occorre riconoscere la verità, ossia che Matera, in questo momento, con la proclamazione a Capitale della Cultura 2019, è il fulcro di questa regione.
E si sta perseguendo questa tua visione?
Molto poco onestamente. La stessa politica, sia a livello regionale che comunale, non sta facendo quanto è in suo potere e quanto occorrerebbe fare, in questa fase soprattutto a livello di programmazione e pianificazione, per creare quell’unione, quello scambio, quella simbiosi tra le due comunità cittadine per fare in modo che Matera 2019 possa rappresentare quel volano di sviluppo che definitivamente possa far progredire, non solo economicamente, ma anche e soprattutto politicamente ed in termini di rappresentatività, la nostra terra.
Immagina che tu venga eletto Sindaco di Potenza. Cosa faresti per salvare e rilanciare il centro storico?
A domanda “provocatoria” (si illumina con un ampio sorriso) rispondo con provocazioni. In primo luogo chiuderei al traffico tutto il centro storico rendendolo una grande isola pedonale. Poi mi dedicherei al trasporto pubblico in un modo rivoluzionario. Vuoi sapere come?
Certo. Te l’ho chiesto.
I potentini non amano, non hanno mai amato gli autobus. E allora eliminiamoli del tutto! Il potentino ama usare la macchina anche per salire in centro? Ok, allora usiamo quei milioni che vengono annualmente spesi per il servizio pubblico per implementare ad esempio il servizio taxi o il servizio “car class” (noleggio con conducente,NdA) per offrire il servizio di mobilità al cittadino. Per un prezzo equo e concorrenziale, sogno di permettere al potentino di cui sopra, al potentino che non ama l’autobus, di raggiungere in auto (taxi, car class o altro modo) quell’isola pedonale in cui trasformerei il centro storico di Potenza.
E’ sufficiente questo per salvare il centro storico?
Occorre anche dire con chiarezza che idea di centro storico vogliamo perseguire. Vogliamo che esso sia il salotto oppure la cantina della città? Nel primo caso occorre incrementare sempre di più la produzione di eventi di qualità abbinandola alla proliferazione di attività commerciali che rappresentino punti di eccellenza. Ho letto il tuo post sull’apertura della latteria in via Pretoria e lo condivido in pieno! Quella non è una semplice latteria, è artigianato enogastronomico capace non solo di produrre ricchezza e posti di lavoro ma anche possibile emulazione produttiva.
Se invece lo volessimo come cantina cittadina?
E’ sufficiente continuare a fare quello che si è fatto negli ultimi anni con la proliferazione di bar e locali dove l’unica cosa importante sembra essere il bere fine a se stesso.
Visione da applicare anche agli eventi…
Ovvio. Non voglio la sagra della pizza dove vai e per 10 euro ti servono la stessa pizza che puoi mangiare il giorno dopo in una delle pizzerie della città. Vogliamo fare la Sagra della Pizza? Ok. Ma devi portarmi il professionista, devi portarmi il pizzaiolo di fama nazionale che viene e non solo mi fa assaporare la sua arte culinaria ma me la spiega, me la illustra anche, perché no, da un punto di vista culturale. Per mangiarmi una semplice pizza non ho bisogno di aspettare la sagra della pizza. Ed il medesimo criterio si dovrebbe applicare anche alle produzioni enogastronomiche lucane.
Sei, tra le tante cose, un “uomo di teatro che ama e lavora per il teatro”. Nella visione cittadina che stai disegnando, che ruolo ha o dovrebbe avere il Teatro Stabile?
Il nostro splendido teatro non può e non deve essere visto esclusivamente come un mero contenitore di eventi Da sempre sono fautore di un teatro Stabile come teatro “di produzione”. Ho lavorato in questo senso quando anni fa ho creato, con la collaborazione di altre associazioni potentine, la Scuola di teatro “Città di Potenza” e sarebbe bello, oltre che utile, che si tornasse a quella visione teatrale dello Stabile.
Ed il turismo a Potenza?
Si che si può. Ma se vuoi fare turismo non puoi, non devi permettere che il 15 agosto i turisti arrivati in città trovino chiuso l’Ufficio Informazioni oppure ristoranti chiusi dove poter mangiare qualcosa In questo occorre, urge programmazione e concertazione tra gli operatori commerciali del centro e non solo. Altra mia provocazione: perché non creiamo il “dopo-teatro”?
Dopo-teatro?
In concomitanza con uno spettacolo teatrale allo Stabile, le attività commerciali si potrebbero impegnare ad aprire non alle 17.00, come solitamente fanno, ma alle 20.00 o alle 21.00. E questo per consentire a coloro che hanno assistito allo spettacolo di poter fare un giro, e probabilmente fare acquisti, dopo l’uscita da teatro. Certo è una provocazione, sarebbe un esperimento ma perché non tentare?
Sii sincero, ti vedrò candidato a breve?
Ho avuto come maestro Giovanni De Blasiis e quando hai un maestro di questo spessore impari che la politica, quella vera, quella nobile, deve esser fatta con spirito di servizio verso la propria città, verso la propria comunità. Non ho bisogno di cariche o nomine politiche per continuare a fare ciò che amo, ciò che realmente so fare. Le mie soddisfazioni personali e professionali me le son prese pur stando fuori dall’agone politico. Ho raggiunto risultati oggettivamente importanti senza mai chiedere nulla di personale a questo o a quel politico.
Quindi?
(ride) Non lo so Ro’. Potrebbe darsi di si, potrebbe darsi di no.
Da fruitore di concerti rock, permettimi una domanda. Dopo Ligabue, dopo Baglioni, a Potenza si possono allora fare grandi concerti, magari al Palabasento?
Rispondendo alla tua domanda, la risposta è: meglio di no. Almeno fino a quando non realizzi in quella struttura (Palabasento) quei lavori di adeguamento che, ad oggi, rendono scomodo ed economicamente sconsigliabile la realizzazione di grandi eventi live. Quando ho portato Ligabue a Potenza sono stato “fortunato” nel trovarmi al posto giusto nel momento giusto. Ma già con il concerto di Baglioni abbiamo pagato lo scotto di una progettazione esecutiva della struttura ormai vecchi (risale infatti agli anni Ottanta) e non idonea ad ospitare concerti.
Che peccato…
Necessitano quei lavori, non ti abbattere. Magari qualche amministratore potentino prima o poi li realizzerà.
Mi congedo con la solita domanda finale. Evento potentino dell’anno scorso?
La Notte Bianca del Libro 2016. Un evento che cresce sempre di più e che mi piace sempre di più.
Con Dino finisce qui.
E la prossima volta toccherà a…..
