Firmato dall’Aran e dai sindacati rappresentativi del comparto il nuovo Contratto dei Dirigenti Locali. Ne dà notizia il giornale della pubblica amministrazione, Lente pubblica. Il nuovo testo contrattuale regola alcuni istituti normativi ed economici di parte comune applicabili a tutto il personale destinatario del presente CCNL e molti degli interventi previsti nel CCNL adeguano le norme contrattuali a corrispondenti interventi legislativi che si sono susseguiti negli ultimi anni. Il rinnovo coinvolge circa 13.640 dirigenti negli Enti locali, tra cui Dirigenti, Dirigenti amministrativi tecnici e professionali e Segretari Comunali e Provinciali dell’Area dirigenziale. Gli incrementi mensili medi, da riconoscersi per 13 mensilità, a valere sulle risorse contrattuali, sono di 292 euro per i Dirigenti, 230 euro per i Dirigenti PTA e 226 euro per i Segretari comunali e provinciali. Previste anche importanti novità per la busta paga dei segretari degli enti locali, con una voce aggiuntiva del 25% per le sedi convenzionate e un aumento del 15% per la retribuzione di posizione in capoluoghi, province e città metropolitane. Come anticipato dal presidente Naddeo, inoltre, arriveranno nelle buste paga dei dirigenti arretrati tra i 10 e i 15mila euro. Per i Dirigenti degli Enti Locali è stato previsto un nuovo istituto che regola il trattamento economico riconoscibile al personale utilizzato in convenzione tra più enti. Per i Dirigenti amministrativi tecnici e professionali, oltre ai previsti incrementi delle diverse voci del trattamento economico, è stata attualizzata la disciplina della pronta disponibilità.
Nel nuovo impianto delle relazioni sindacali non è più prevista la contrattazione collettiva integrativa di livello nazionale e, a seguito della scelta operata dalle parti, gli istituti già regolati dai contratti collettivi integrativi nazionali sono stati disciplinati nel CCNL.
Con una puntuale riscrittura della disciplina sulla retribuzione di posizione spettante ai Segretari, è stato modificato il meccanismo per il riconoscimento della maggiorazione della retribuzione di posizione, attraverso la previsione di valori minimi e massimi riconoscibili in base alle classi demografiche degli enti e a criteri di graduazione espressamente individuati nel testo contrattuale.
Specifiche clausole sono inoltre previste per i Segretari di Comuni aderenti ad una Unione e per i Segretari operanti nei Comuni capoluogo.
Risulta, inoltre, disciplinata l’Indennità di reggenza e supplenza prima regolata dal Contratto Collettivo integrativo nazionale ed inserita, anche per i Segretari, la norma contrattuale sugli incarichi ad interim.
Mai più “paura della firma”
Questa misura è destinata a liberare i dirigenti dalla “paura della firma“, un fenomeno noto nella burocrazia come “burocrazia difensiva“. Questo concetto si riferisce alla tendenza dell’apparato amministrativo di concentrarsi più sulla protezione personale che sulla tutela degli interessi pubblici e dei cittadini. In altre parole, spesso i dirigenti, per timore di essere ritenuti responsabili o esposti a procedimenti legali, tendono a evitare decisioni decisive o a procrastinare le azioni necessarie per il bene comune.
Questa mentalità ha avuto un impatto significativo sullo sviluppo del Paese, limitando l’efficacia dell’azione amministrativa e rallentando i processi decisionali cruciali per l’infrastruttura e lo sviluppo economico. La burocrazia difensiva ha contribuito a creare un clima di incertezza e cautele eccessive tra i dirigenti pubblici, spesso bloccando l’innovazione e l’efficienza necessarie per affrontare sfide complesse come quelle presentate dal piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
Protezione legale gratuita
La novità più significativa del rinnovo del contratto riguarda la protezione legale per i dirigenti coinvolti in processi per presunti illeciti legati alla gestione delle opere pubbliche. Prima di questo cambiamento, i dirigenti erano obbligati a coprire personalmente i costi degli avvocati e dei consulenti tecnici necessari per difendersi dalle accuse legali. Questa situazione non solo poteva rappresentare un peso finanziario significativo per i singoli dirigenti, ma anche un freno alla loro capacità di agire con determinazione nelle loro funzioni istituzionali.
Con l’approvazione del nuovo contratto, questa prassi è destinata a cambiare radicalmente. Il documento stabilisce in modo chiaro che le amministrazioni locali si assumeranno interamente tutti i costi legali e consulenziali in caso di procedimenti civili o penali derivanti direttamente dalle attività istituzionali dei dirigenti. Questo significa che i dirigenti non saranno più costretti a utilizzare risorse personali per difendersi legalmente, garantendo loro una maggiore sicurezza e tranquillità nel svolgimento delle loro responsabilità pubbliche.
Relazioni sindacali
In particolare, è stata riformulata, in modo completo e organico, la parte che riguarda le relazioni sindacali, ponendo particolare attenzione sulla tematica dell’informazione, sia preventiva sia consuntiva, nonché sulle materie di confronto.
Nel nuovo impianto delle relazioni sindacali non è più prevista la contrattazione collettiva integrativa di livello nazionale e, a seguito della scelta operata dalle parti, gli istituti già regolati dai contratti collettivi integrativi nazionali sono stati disciplinati nell’Ipotesi di CCNL.
Periodo di prova e varie tutele
Miglioramenti significativi sono contenuti nella riscrittura del periodo di prova e nell’ampliamento di alcune tutele, ad esempio quelle concernenti le gravi patologie che necessitano di terapie salvavita, le misure in favore delle donne vittime di violenza, le diverse tipologie di assenze.
Sono stati, inoltre, riscritti i principi generali nonché la pianificazione strategica degli interventi della formazione. ( fonte lente pubblica)
