A mali estremi, rimedi estremi. Il prossimo Sindaco che voterò dovrà sottoporsi alla macchina della verità. Non mi fregano più con i loro programmi precisi, completi di tutto dalla a alla zeta. Ho già predisposto due domande che dovranno far accelerare i battiti del loro cuore e renderci l’idea che stanno dando la risposta sbagliata. La prima domanda e’: quando cammini, la guardi la città? Se risponde sì ed è sincero, abbiamo trovato il Sindaco che fa per noi, o almeno per me. Si, perché basterebbe che il Sindaco, invece di rinchiudersi nel suo ufficio dalla mattina alla sera, si prendesse un’ora al giorno per passeggiare in una via, in un rione, per capire che le tante, tantissime cose che si possono fare con un minimo di organizzazione e un po’ di senso comune. E senza soldi. Prendiamo quei condomini che hanno riempiti i marciapiedi di tubi innocenti, per proteggere gli spazi privati: tubi rotti,messi senza criteri, la gran parte arrugginita danno l’idea di una città in cui ognuno si arrangia alla meglio, senza regole, senza criteri, senza decoro. Volete tenervi il marciapiede libero dalle auto? Mettete i dissuasori bassi, fatti così o così, ad una distanza di…e lasciando gli ingressi per le persone disabili. E prima di mettere i dissuasori , aggiustetevi il marciapiede. Una norma estetica che diventa il primo articolo di un piano del decoro urbano, cui i cittadini debbono adeguarsi.

Basterebbe un’occhiata in via Marconi, sotto gli ex palazzi dell’Incis per constatare gli effetti di questo fai da te: un marciapiede tutto rotto, senza pavimentazione, incatenato da una parte all’altra. Insomma, uno sconcio.

Come tante altre brutture da rimuovere e che qui abbiamo cercato di evidenziare , prima tra tutte la persistenza di quel cantiere a via Cavour che è una offesa al decoro urbano: Serve ancora?

Allora aggiustatelo, ricoprite i recinti, togliete la pubblicità, visto che sugli stessi prefabbricati è scritto che la vendita degli alloggi è all’interno del complesso edilizio realizzato.

Oppure la persistenza di quelle ex cabine degli autobus che sono rimasti sventrati, senza protezione, tubi arrugginiti all’aria aperta: basterebbe due operai dell’Acta e un camioncino per toglierli. Invece stanno lì, segno dell’incuria e della disattenzione con cui si amministra la città. Tutti pronti a farsi fotografare vicino ad un cantiere che si apre, nessuno che si faccia una fotografia dopo aver tolto un rottame.

La seconda domanda per la prova della verità è altrettanto secca e precisa: secondo te i vigili urbani debbono guardare il traffico o la città? Se risponde: la città!,  e non ha mentito, allora potremo sperare in una stagione di impegno per una Potenza no bella forse, ma assai decorosa.