by ROCCO ROSA
Neanche un mese fa, sull’onda di notizie che riguardavano ripetuti maltrattamenti in case di riposo, avevamo ricordato ai Sindaci che essi sono anche Autorità sanitaria e che tocca loro un compito di vigilanza sull’andamento di quelle strutture. Non sapevamo che mentre stavamo guardando da un lato, la cronaca si organizzava dall’altro lato, lì dove forze dell’ordine avevano piazzato microspie e microfoni per avere la prova delle violenze che vi si commettevano sul piano morale e su quello fisico. Mai avremmo pensato che nel Don Uva ci fossero persone che facessero di abusi e maltrattamenti uno strumento di lavoro, trascinando persone, malmenandole e trattandole con una disumanità indicibile. Per altro verso, la struttura ha nel passato molto spesso ricevuto i ringraziamenti delle famiglie per la qualità delle cure prestate e per l’assistenza medica ed infermieristica erogata. Un caso isolato dunque, ma non per questo meno devastante, anche perché comportamenti del genere mettono a repentaglio la vita lavorativa dei colleghi, in un momento delicato per l’azienda in regime di liquidazione. E allora, perché i colleghi sono stati zitti rispetto a questi comportamenti? Mancata vigilanza , o regime di sopraffazione e di paura? Su queste cose la magistratura deve far luce, ma un interrogativo si pone da subito al Dipartimento Sanità: e cioè che se uno dà i soldi ad una struttura privata deve pure vigilare su come essi vengono spesi: non è un problema di contabilità, ma di sorveglianza in ordine alla qualità delle prestazioni. Tanto tempo fa, proprio dal Dipartimento, venne proposta una delibera di istituzione dell’attività ispettiva regionale. Non se ne fece niente perché sul piano giuridico si eccepì che toccava la sfera gestionale delle ASL, apparendo un atto di sfiducia verso chi le gestiva e che ,come tale era titolato a controllare le prestazioni in regime di delega. Solo che le prestazioni le controllavano ( e le controllano) all’ingresso: cioè se uno ha diritto o meno all’assistenza. Come poi l’assistono non sembra che qualcuno perda tempo a verificare. Visto che la fiducia sta diventando merce rara, è ora di riprendere in mano quelle carte e di mandarle avanti, prima che si apra un altro versante di crisi, in qualche altra parte del territorio regionale. Smettiamola di pensare che quando abbiamo scelto un manager, questa decisione ci dispensa dal pensare. Quando c’erano le mutue, c’erano pure gli ispettori!
