Ho ascoltato in radio le parole dell’editore Laterza, ospite in collegamento telefonico, ed ho appreso che, nonostante le nuove restrizioni del DPCM governativo, le librerie resteranno aperte (nello scorso lockdown di marzo ed aprile erano rimaste invece chiuse).
Lo storico editore ha rimarcato come il LIBRO venga finalmente fatto rientrare, per la prima volta in questo delicato periodo, tra i beni di primaria importanza (al pari, oltre che dei generi alimentari, ad esempio dei valori bollati e dei giornali).
Lasciando volutamente da parte le frasi fatte che alcuni o alcuni altri potrebbero pronunciare – “facile parlare di libri con la pancia piena” da un lato o “non si campa di solo pane” dall’altro – perché non aggiungerebbero nulla di nuovo, ritengo onestamente che la notizia debba esser accolta con favore ed anche un pizzico di ottimismo visti i tempi, psicologicamente difficili, che stiamo purtroppo continuando a vivere, tra l’altro dopo la “sbornia” estiva in cui sembrava che la tempesta fosse ormai alle spalle.
Al netto delle considerazioni già sopra fatte ed evidenziando che anche nel mondo dell’editoria e delle librerie vivono, lavorano e campano migliaia di imprenditori e lavoratori e che pertanto, anche da un punto di vista economico, questa rappresenta una buona notizia, la cosa che maggiormente mi ha colpito è aver appreso che al termine dello scorso lockdown le vendite nel settore editoriale siano state ottime, ripagando gli addetti al settore delle perdite, o di buona parte di esse, sofferte in considerazione della chiusura.
Laterza ha evidenziato al riguardo come, sul finire dello scorso lockdown, tantissima gente sia tornata ad acquistare massicciamente libri quasi a volerne fare scorta dopo essersene “cibata” durante quel periodo di reclusione forzata. Ed ha inoltre sottolineato come il tutto sia accaduto a discapito del mezzo televisivo, via via abbandonato a favore del fruscio e del profumo meraviglioso delle pagine di un libro.
Probabilmente la notizia lascerà molti totalmente indifferenti.
Eppure ritengo che essa rappresenti invece un piccolo barlume per quella “ragione”, per quella voglia di “immaginare, sognare o idealizzare un mondo, se non proprio migliore, quantomeno diverso” che solo un LIBRO può alimentare e preservare nonostante le difficoltà economiche, sociali, sanitarie e psicologiche del momento e nonostante lo slogan “Andrà tutto bene” cestinato poi alla prima occasione utile.
E non deve esser stato un caso che le parole di Laterza siano state precedute dalla messa in onda radiofonica della splendida canzone “Mind games” di John Lennon…
“Facciamo insieme giochi mentali
Cercando di infrangere le barriere, di piantare semi
Giocando alla guerriglia mentale
Cantando il mantra, pace sulla terra
Giochiamo da sempre questi giochi mentali
Alcuni saggi druidi sollevano il velo
Giocando alla guerriglia mentale
Alcuni la chiamano magia, la ricerca del Graal
L’amore è la risposta, lo sai di sicuro
L’amore è il fiore, devi farlo.. crescere”…
Per resistere ai tempi del Covid, fatevi un regalo: leggete un libro.
