La Commissione giudicatrice de concorso indetto al Comune di Picerno per selezionare 1 psicologo ( i concorsi riguardavano anche altre figure professionali da assumere con le stesse modalità) ha deciso di non applicare più la ghigliottina del sorteggio per ammettere solo il quintuplo dei candidati per il posto messo a concorso. Ha riconosciuto in un verbale che l’escamotage violava il principio generale di rispetto della pari condizione tra i candidati, e ,al fine di favorire la massima partecipazione dei concorrenti, anche nell’interesse dell’Ente, ha deciso di ammettere tutti coloro che hanno ottenuto il puntegggio massimo di punti 4 nella valutazione dei titoli., cioè tutti quelli che ne avevano diritto ( 142) e che un assurdo espediente legato al sorteggio avrebbe eliminato. La decisione, è detto nel verbale- è stata assunta all’unanimità da parte della commissione giudicatrice.
Ovviamente va detto che la Commissione giudicatrice non ha colpa se si è trovato a gestire un bando fatto con lo scopo di velocizzare il concorso ma a scapito dei diritti riconosciuti dalla legge italiana e che vanno nel senso della poaori opportunità. Ci sarebbe un segretario comunale che dovrebbe dare spiegazioni sulla legittimità di un provvedimento che contrastava con i principii generali. Comunque l’essenziale che si sia evitata un’ ingiustizia. La vicenda dimostra due cose: che la gente non è disposta più a sopportare errori, angherie o , figuriamoci, abusi, e che il concorso comunque, anche se fatto con i piedi, ha una trasparenza e una legittimità rispetto alle tante forme di assunzioni che si perpetrano in silenzio. R.R.