di ROCCO PESARINI
Hanno indignato molto (o forse molto poco) le parole del presidente di Confindustria Macerata Guzzini “la gente è stanca e se qualcuno muore, pazienza”.
Poche ore fa Guzzini, dopo essersi scusato ed essersi detto pentito, definendo “gravi” egli stesso le proprie parole, ha presentato le proprie dimissioni dalla carica dell’ente marchigiano.
Ma quanti pareri ha riassunto Guzzini con quelle nove, infelice, tremende, marmoree parole?
Quanti altri nostri amici, conoscenti, concittadini, connazionali e via dicendo, magai non le dicono ma pensano le medesime parole, pur senza pronunciarle, dell’imprenditore marchigiano?
Basta leggere tra le righe dei post sui social, ascoltare il “non detto” della gente magari incrociata per strada e che non incontravi da prima della pandemia.
A diversi, non voglio dire tanti, che la gente continui ad ammalarsi e morire non interessa e, forse, molto forse, non è mai interessato. Probabilmente perché la MORTE, la Signora con la falce non ha toccato loro e nessuno dei loro cari. Ma questo è.
Non lo hanno detto mai, non lo diranno mai ma parlano alcuni “non detto”, alcune mezze frasi, alcune indignazioni a comando.
E parlano i comportamenti posti in essere come se nulla fosse o se nulla dovesse essere.
Questa pandemia ci ha costretto a metter la mascherina, levando la maschera che solitamente portiamo in “tempo di pace”.
Le parole di Guzzini hanno indignato molto o molto poco (a vostro gusto e/o piacimento).
Ma probabilmente è stato l’unico, o forse uno dei pochi, a dire realmente ciò che pensa.
Almeno diciamocelo.
Buon Natale.
