Giovanni Benedetto

 

 

 

 

A distanza di due giorni dalla splendida vittoria conseguita a Bari, in città ancora si nota una certa effervescenza nella tifoseria , piacevolmente impressionata da un verdetto che nessuno avrebbe pronosticato e da un’azione capolavoro di come non si vedevano da tempo.

Un’azione manovrata, iniziata dalla difesa che con 14 tocchi di prima, ha seminato come birilli l’intera difesa barese, permettendo alla fine a Baclet di deviare il pallone in rete a porta vuota.
Un’intera difesa che non è riuscita ad intercettare con un piede, una spinta,   un pallone, che ha rotolato, come una calamita, tra i piedi dei giocatori potentini, con tanti  fraseggi, prima di giungere nelle vicinanze del portiere Frattali per il colpo finale.
Dall’inizio del campionato eravamo in forte credito con la fortuna, databile almeno all’era di Somma.
Le domeniche scorrevano, i punti e le occasioni ci sfuggivano di mano, a volte per la forza dell’avversario, a volte per ingenui errori e a volte scippati a pochi minuti dalla fine.
Nemmeno con l’alternanza di Capuano alla guida della squadra ha girato di senso la ruota della fortuna.
Ci sono stati anche degli innesti importanti: Marcone, Gigli, Brucolo, Romero, Sepe e poi infine Bruzo e Mazzeo.

Le note qualità taumaturgiche del vate di Pescopagano a questo giro non hanno prodotto risultati.
Nemmeno la lunga  pausa natalizia  ha consentito  un cambio di passo verso la fuoriuscita dalla zona Play out.
C’è voluto il canto del gallo per dare una sferzata ad un trend di risultati da retrocessione:  11 punti in 14 partite.
Come in un sogno,  lunedi mattina ci svegliamo al chicchirichì del gallo, contiamo le ultime quattro partite, e increduli, ci ritroviamo al 15° posto con 27 punti;  dieci punti guadagnati nelle ultime  quattro partite e ne abbiamo altre due da recuperare.
Mai accaduto in questa stagione che in quattro partite racimolassimo 10 punti.
Davvero la ruota della fortuna ha cambiato senso, dobbiamo anche dare atto al nuovo e qualificato staff tecnico che ci ha messo del suo, per infondere nella squadra fiducia e autostima.
Risultati che hanno galvanizzato la squadra ma alla stessa maniera hanno svegliato il pubblico e i tifosi che adesso vanno in giro col sorriso stampato sul volto.

 Un sorriso messo come scudo, un riparo contro le ingiustizie, la sfortuna e le delusioni che abbiamo subito durante questo strano ed anomalo campionato.
Le sconfitte portano malumore, pessimismo ed avvitano la mente nel cercare le cause e i colpevoli con le conseguenze di provocare guasti ad una macchina ancora in corsa.
Le vittorie sono un toccasana anche psicologico, si cancella il passato, si butta il pessimismo  e il futuro diventa un pò più colorato.
E del resto, bisogna avere la fiducia e la pazienza perché il calcio lo praticano gli uomini e non gli automi.
E i calciatori del Potenza finalmente hanno trovato le condizioni ottimali e gli stimoli giusti per dare il massimo solo in questo momento e speriamo nell’immediato futuro.