Leonardo Pisani

Di Leonardo Pisani

Sala gremita  – la spettatrice più giovane aveva appena un mese – e tanti applausi  alla Casa del Cinema di Roma, Mercoledì 28 Febbraio, per i tre docu-film del progetto “L’Italia è questa – Festival Città Identitarie 2023”, realizzati dal direttore di “CulturaIdentità” Edoardo Sylos Labini. Un evento che ha visto la partecipazione di personalità della politica e dello spettacolo. Dopo il video saluto iniziale del Ministro del Turismo Daniela Santanchè che ha patrocinato e prodotto i documentari, tanti gli esponenti del Governo che sono intervenuti in sala: per il MIC il Sottosegretario Gianmarco Mazzi, il Presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, il Sottosegretario all’Istruzione e Merito Paola Frassinetti e quello del Mef Lucia Albano. Presenti anche alcuni artisti protagonisti dei Festival da Federico Palmaroli in arte #Osho, alla cantante Pamela D’Amico fino alla coreografa Barbara Altissimo. Importanti le presenze di Marco Giorgetti, Presidente della Fondazione Teatro della Toscana (partner dei festival) e del vice direttore di Rai Cultura, Giuseppe Giannotti. Non potevano mancare gli amministratori dei comuni identitari: il sindaco di Loano Luca Lettieri dalla Liguria, l’Assessore alla Viabilità di Potenza Massimiliano Di Noia, i dirigenti comunali, Giampiero Cautela e Vito Di Lascio dalla Basilicata, per il Piemonte il sindaco di Casale Monferrato Federico Riboldi e poi l’Assessore al Turismo David De Santis di Fiuggi nel Lazio e Orlandino Greco, sindaco di Castrolibero in Calabria.

Sylos Labini e Gianfranco Blasi

Una massiccia presenza delle istituzioni che testimoniano l’attenzione verso questo progetto, che cresce giorno dopo giorno. L’on. Mollicone ha poi lanciato l’idea di nominare ogni anno una Città Identitaria che sappia valorizzare simboli e personaggi del proprio comuneProposta subita accolta dal Sottosegretario Mazzi che si è ripromesso di portarla sul tavolo del Ministro Sangiuliano.

I tre documentari, diretti dallo stesso Sylos Labini, con la fotografia di Andrea Chiarucci, rappresentano un viaggio emozionale nei comuni di Potenza, Loano e Trino raccontati nel corso dei festival che la scorsa estate hanno fatto tappa nelle piazze di queste cittadine della provincia italiana.

La Ministra Santanché

Così Potenza ci viene raccontata nella sua verticalità” dal documentario e dall’intervento in sala di Gianfranco Blasi, intellettuale ed esponente della politica potentina e lucana, Loano dal sindaco Lettieri, con l’orgoglio per l’eredità lasciata dai Doria nella storia della cittadina della Riviera di Ponente, e Trino con gli spettacolari paesaggi verdi delle sue risaie e del suo bosco della Partecipanza ma anche con la sua storia, legata a doppio filo da Dante Cavour.

“Il 90% delle realtà urbane italiane è composta da piccoli borghi e cittadine di provincia. Uno “strapaese” che CulturaIdentità e la Fondazione Città Identitarie raccontano rinnovando i fasti delle avanguardie d’inizio Novecento ma usando i nuovi media e un linguaggio pop adatto ai tempi che viviamo” sottolinea Sylos Labini.

Il sottosegretario alla cultura Mazzi e Labini

“Perché l’Italia è questa – ribadisce facendo eco al titolo del progetto – Una penisola di sorprendente bellezza. “CulturaIdentità non è soltanto una rivista o un docu-film: è un vero e proprio movimento culturale che ho fondato nel febbraio 2018 dal palco del teatro Manzoni di Milano, quasi cento anni dopo Strapaese” – ha aggiunto il direttore. Si tratta di un progetto a tutto tondo: abbiamo cominciato a portarlo avanti attraverso l’impegno dei tanti responsabili territoriali, poi con la rivista, con i festival e ora lo facciamo attraverso i docu-film, ma sta per nascere anche un programma tv, ispirato proprio alle Città Identitarie d’Italia”.

Labini con gli amministratori del Comune di Potenza e il sindaco di Loano

E’ vero. L’Italia è questa, un museo a cielo aperto di simboli culturali, storici e artistici delle città di provincia, i borghi, le Città Identitarie appunto, da far conoscere al grande pubblico attraverso i Festival delle Città Identitarie di ogni estate fra musica, libri e i grandi personaggi che hanno rese grandi queste città. Rilanciare il nostro Paese rivalorizzando i nostri splendidi borghi e i territori ridisegnando un nuovo immaginario simbolico: questo l’appello al quale hanno risposto alcuni dei più grandi nomi internazionali dello spettacolo e della cultura italiani accettando di salire sui palchi dei Festival delle Città Identitarie, da Gabriele Lavia, che a Trino ha letto la Divina Commedia nello stesso paese natale di Gioito Gabriele de’ Ferrari che diede alle stampe la prima copia della Commedia dantesca, a Giancarlo Giannini, che a Potenza ha raccontato lo straordinario connubio artistico con una grande regista lucana come Lina Wertmüller.

E poi l’interpretazione della maschera del Carnevale di Loano, il benciancin, fatto dal comico Gabriele Cirilli. Di arte si è parlato con Angelo Crespi, critico e curatore da poco nominato dal ministro Gennaro Sangiuliano alla direzione della Pinacoteca di Brera. E poi giornalisti come Paolo Petrecca, direttore di Rai News 24, Alessandro Sallusti e Magdi Cristiano Allam, ed ancora, intellettuali meridionali fautori di un nuovo meridionalismo autonomista, come Gianfranco Blasi. Non certo ultima  la più bella d’Italia Miss Italia 2022 Lavinia Abate e la voce più sexy del doppiaggio italiano, Luca Ward, scrittori  e intellettuali  come Camillo LangoneFederico Palmaroli, in arte Osho, e Francesca Barbi Marinetti, i cantanti AriannaPamela D’Amico e Daniele Stefani, i governatori della Liguria, Giovanni Toti e del Piemonte, Alberto Cirio, e naturalmente loro, i sindaci delle Città Identitarie, di Loano, Luca Lettieri, Daniele Pane di Trino con l’assessore di Potenza, Gianmarco Blasi e il sindacco Mario Guarente che ci hanno accompagnati  in questo viaggio tra i simboli identitari delle loro città.